Nuovo attacco di Spataro a Salvini: “L’operazione antimafia si è conclusa solo mercoledì sera. E in 6 sono scappati”...


Nella nota in cui la procura di Torino aggiorna sull'esito dell'operazione contro la mafia nigeriana nuove critiche verso il Viminale.


Il procuratore di Torino, Armando Spataro, torna sul “caso Salvini”. E lo fa tramite una nota in cui spiega come le operazioni contro la mafia nigeriana “spoilerate” dal ministro dell’Interno nella giornata di martedì 4 dicembre si sono concluse solo la sera di mercoledì 5 dicembre.

L’ultimo arresto è avvenuto mercoledì sera a Padova. E gli arrestati totali non sono 15 come annunciato in maniera trionfante da Matteo Salvini su Twitter ma 8.

L’operazione è quella che era stata annunciata dal vicepremier su Twitter e che aveva scatenato la rabbia della procura di Torino, guidata da Armando Spataro.

L’ultima nota si conclude quindi con una nuova frecciata verso il Viminale: “La Procura” è l’unico organismo competente “alla gestione e autorizzazione alla diffusione delle informazioni”.

L’operazione della procura di Torino contro la mafia nigeriana
L’inchiesta il tentativo di ricomposizione di un clan riconducibile alla confraternita degli “Eiye”, smantellato due anni fa da una prima ondata di arresti.

Il bilancio finale dell’operazione antimafia è quindi di otto persone in carcere e una agli arresti domiciliari. Sei indagati restano da rintracciare.

La vicenda Spataro – Salvini
Nel tweet di Matteo Salvini contestato da Spataro si leggeva: “49 mafiosi, colpevoli di estorsioni, incendi e aggressioni, sono stati arrestati poche ore fa dai carabinieri in provincia di Palermo. Le buone notizie non finiscono qui. Altri 15 mafiosi nigeriani sono stati arrestati a Torino dalla polizia, che poi ha ammanettato altri 8 spacciatori (titolari di permesso di soggiorno per motivi umanitari e clandestini) a Bolzano. Grazie alle Forze dell’ordine! La giornata comincia bene!”.

Immediata la replica della procura di Torino: “In relazione ai soli fatti di Torino il Procuratore della Repubblica osserva che, al di là delle modalità di diffusione, la notizia in questione: è intervenuta mentre l’operazione era (ed è) ancora in corso con conseguenti rischi di danni al buon esito della stessa; la polizia giudiziaria non ha fermato ’15 mafiosi nigeriani’, ma sta eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare emessa, su richiesta della Dda di questo Ufficio, dal giudice per le Indagini preliminari presso il Tribunale di Torino”.

La diffusione della notizia”, prosegue Spataro, “contraddice prassi e direttive vigenti nel Circondario di Torino secondo cui gli organi di polizia giudiziaria che vi operano concordano contenuti, modalità e tempi della diffusione della notizie di interesse pubblico, allo scopo di fornire informazioni ispirate a criteri di sobrietà e di rispetto dei diritti e delle garanzie spettanti agli indagati per qualsiasi reato”.

Ci si augura che, per il futuro, il ministro dell’Interno eviti comunicazioni simili a quella sopra richiamata o voglia quanto meno informarsi sulla relativa tempistica al fine di evitare rischi di danni alle indagini in corso, così rispettando le prerogative dei titolari dell’azione penale in ordine alla diffusione delle relative notizie. Allo stato non si ritiene di poter fornire altre informazioni sulle indagini in corso”...

(The Post Internazionale)

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