“GRAZIE DOTTORE MA IO SONO GIÀ MORTA 15 ANNI FA”, IL POST DEL MEDICO DIVENTATO VIRALE CHE HA FATTO COMMUOVERE L’ITALIA...






15 Luglio 2016



IL POST DI UN UROLOGO DELL’OSPEDALE DI CARBONIA È DIVENTATO VIRALE

Un post davvero struggente. Questo testimonio che il rapporto che si viene a creare tra medico e paziente spesso va oltre il rapporto professionale. Una prova che anche in questa drammatica situazione si possono instaurare rapporti umani indelebili. Il messaggio è stato pubblicato da un medico dell’ospedale Sirai di Carbonia, in Sardegna, è subito diventato virale per la sua grande profondità. Lo stesso dottore, Marco Deplano, si dice lusingato e meravigliato nel vedere che questo post è diventato un putiferio mediatico, poiché lui lo considera uno stralcio di quotidianità. La signora che è affetta da un tumore terminale ha dato una lezione di vita al medico ed a tutti noi. Una storia che merita di essere letta.

IL POST DEL MEDICO

Oggi mi chiamano per una consulenza in un altro reparto.
Una delle solite e molteplici consulenze della giornata… ordinaria amministrazione.
Paziente con un tumore in fase ormai terminale con insufficienza renale da compressione degli ureteri.
Arriva con il letto una paziente tra i 70 e gli 80 anni, bianca bianca, capello rosso carota con due dita di ricrescita ma smalto rosa impeccabile.
-“Buongiorno signora”.
-“Buongiorno a lei dottore”.
Vedo la cartella, la visito e ripeto l’ecografia.
-Allora signora in questo momento i suoi reni hanno difficoltá a scaricare le urine per cui non potendo eliminare le urine per via naturale devo posizionare un tubicino, una specie di rubinetto che scavalca l’ostacolo cosi farà pipí da due tubicini nella schiena collegati a due sacchette…”.
-“Scusi se la interrompo… avró un’altra sacchetta anche dietro?” (aveva la colostomia).
-“Si signora…”.
Silenzio assordante di un minuto che sembrava interminabile.
Sorridendo mi dice:”Scusi dottore come si chiama?”.
-“Deplano”.
-“No il nome”.
-“Marco”.
-“Marco che bel nome…hai due minuti per me?”.
-“Certo signora ci mancherebbe…”.
-“Lo sai che io sono già morta?”.
-“Scusi non la seguo… non è così immediato…”.
-“Si… sono morta 15 anni fa”.
Silenzio.
-“15anni fa mio figlio a 33 anni e venuto a mancare… ha avuto un infarto. Io sono morta quel giorno lo sai?”.
“Mi spiace signora…”.
-“Io dovevo morire con lui 15 anni fa, dovevo morire 10 anni fa quando mi hanno trovato la malattia e adesso io non devo più fingere per gli altri. I figli sono sistemati, i nipoti pure… io devo tornare da lui. Che senso ha vivere qualche giorno in più con sacchette soffrendo e facendo penare i miei cari… io ho una dignità. Ti offendi se non voglio fare nulla… io sono stanca e mi affido alle mani di Dio. Dimmi la verità soffriró?”.
-“No signora… lei può fare quello che vuole… ma mettendo due…”.
-“Marco ti ho detto no. La vita e mia e ho deciso cosi. Anzi fai una cosa sospendi la trasfusione che ho voglia di tornare a casa e mangiare un gelato con mio nipote”.
Piano piano ogni parola mi ha spogliato come quando si tolgono i petali a una rosa.
Ho scordato la stanchezza, la rabbia e tutto quello che mi angoscia.
Non c’erano più gli anni di studio, le migliaia di pagine studiate, le linee guida… nulla tutto inutile.
Nudo e disarmato dinanzi a un candore e una consapevolezza della morte che mi hanno tramortito.
Mi sono girato per scrivere la consulenza per evitare che mi vedesse gli occhi lucidi e l’infermiera si è allontanata commossa.
Non sono riuscito a controllarmi e chi mi conosce sa che non è da me…
-“Marco ti sei emozionato?”.
-“Si signora un pochino, mi scusi”.
-” É bello invece, mi fai sentire importante. Senti fammi un altro favore. Se vengono i miei figli e ti prendono a urla chiamami che li rimprovero per bene. Tu scrivi che io sto bene cosí…Ok?”.
-“Si signora”.
-“Marco posso chiederti una cosa?”.
-“Si signora dica”.
-“Sei un ragazzo speciale io lo so e sei destinato a grandi cose. Me lo dai un bacio? Come quelli che i figli danno alle mamme”.
-“Si signora”.
-“Preghero per te e per mio figlio. Spero di riverderti”.
-“Anche io signora… grazie.”.
In quel momento era la donna più bella del mondo, luminosa, decisa, mamma, nonna… in una parola amore puro.
Forse é stata la volta in cui sono stato contento di fare una figura di merda.
Smontato, denudato e coccolato da chi avrei dovuto aiutare e invece mi ha impartito la lezione di vita piu toccante della mia vita.
La morte vista come fase finale della vita, senza ansia, paura, egoismo.
Consapevolezza che anni di studio mai ti insegneranno…il mio curriculum valeva meno di zero… Anni di studio, master, corsi… Il nulla.
Parlavano le anime.
Tutto é relativo e io sono piccolo piccolo davanti a tanta grandezza.
Tutto quello che riguarda la vita, quando la si cerca, quando la si ha o la si perde fino a quando finisce va vissuto intimamente nella massima libertà e discrezione.
L’unico momento che davvero unisce chi si vuol bene cancellando litigi e negatività.
Sembra paradossale ma il dolore che è un aspetto dell’amore unisce a volte più dell’amore stesso.
Io credo molto nell’accompagnamento in queste fasi: a volte una parola dolce ha più beneficio di molte medicine.
Comunque vada buon viaggio...
( NOTIXWEB)

Commenti

jezebel's dreams ha detto…
Bellissimo, davvero emozionante ti tocca le corde più delicate dell'anima. Quanta dignità in questa dolce signora, e quanta splendida umiltà in questo grande medico! Bravo Marco, continua su questa strada e sarai un grande medico...e un grande uomo!!!!
Unknown ha detto…
Bè io credo che questa sia la vita la nostra meravigliosa vita,ho avuto un esperienza straordinaria nel lontano 1982 per questo credo nella nostra dignità di persona.I medici e le famiglie dovrebbero lasciarci libera scelta perchè nessuno può dire che la morte è brutta o altro non lo sappiamo o meglio forse ci prepariamo prima inconsapevolmente.Viviamo la vita nel migliore dei modi appieno.
oedipus ha detto…
Comunque lo studio, i corsi di aggiornamento, la rigorosa applicazione delle linee guida e dei protocolli, mettere tutta l'anima e il proprio essere a fare diagnosi esatte può evitare che altri figli lascino le madri prematuramente e che queste muoiano con loro.
Sonia Maioli ha detto…
Sebastiano Nino Frezza ringrazio che tu ci sia.
Quante cose si imparano da te! Prima fra tutte l'umanità.
fabio ha detto…
Ho le lacrime agli occhi , le stesse lacrime che avevo 10anni da quando ci dissero che mio nonno materno aveva ormai pochi giorni di vita ;il tumore aveva preso tutto il colon e non c 'era più niente da fare. Dopo aver consultato diversi medici ci siamo solo rassegnati. Niente soluzioni persino in Svizzera dove sono più avanzati. Non ci resto ' ,che pregare e piangere , ma la fede era così tanto che mia mamma ed io eravamo sicuri che Dio ci avrebbe risposto. Il giorno seguente anche la nostra chiesa evangelica prego ' per mio nonno ed il giorno successivo un altro medico ci disse che nonno poteva operarsi e risolvere il tutto . Fummo noi li a dubitare . Come fa a dire che si può risolvere ? Ormai il tumore e ' ovunque , decine di medici ci hanno fatto rassegnare ...
Dio stava operando con la sua mano potente , e nonno dopo questa operazione stava bene , ,campo ' altri 10 anni. Mori per un ' -altra causa .
Grazie a Dio che si è servito di questo medico .
A Dio nulla e 'impossibile
Cristina ha detto…
Una persona che sa ascoltare un'anima e non un corpo.. grande medico...
Unknown ha detto…
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Donata Fornasa ha detto…
il senso dell'articolo era sulla morte e sulla vita, non sulla medicina e il protocollo... si muore, è la vita, si comincia a morire appena nati, e la morte non è una cosa brutta per chi muore... lo è per chi resta
Alan ha detto…
...Donata... ti bacio sulla fronte...
ornella D'Amora ha detto…
Sei una persona formidabile hai fatto felice a una persona che ne aveva bisogno sei un grande non.hai pensato a quello che poteva succederti
Unknown ha detto…
Ho visto morire tanti pazienti e ho sofferto per loro,ma nessun paziente mi ha coinvolto come mia madre .Era lei che mi consolava, anche se il medico ero io.Ero disperato e lei serena per "andare a trovare i suoi genitori".Il dolore non mi è ancora passato,dopo 15 anni.
barbara bugli ha detto…
massimo rispetto......lacrime di profonda ammirazione......una lezione che t'insegna ad apprezzare la vita quanto la morte.....che t'insegna ad ascoltare il tuo prossimo con lo spirito e non col tuo ego....grande dottore.....grande donna....grazie per la vostra condivisione...un abbraccio eterico....questi sono piccoli,grandi,episodi che possono cambiare il nostro modo di vedere le cose...un inchino !!!!


Cristina Quintili ha detto…
io ho perso un fratello 11 anni fa e non c'e giorno che una lacrima non attraversi il mio viso. il dolore piú grande , avergli tolto la possibilita' di esprimere il suo stato d'animo, volendo far finta che tutto si risolvesse.credo che il dono piu grande lo abbia fatto Lei dottore a questo dolce donna, ascoltarla e capire.
Cristina Quintili ha detto…
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Cristina Quintili ha detto…
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bouchra ha detto…
Dio e onnipotente e onnisciente.
anima lieve ha detto…
La verità è che la morte non é brutta per chi va ma solo per chi resta e chi resta a volte é egoista...la sofferenza é peggiore sia per chi va che per chi resta allora facciamo uno sforzo di capire quale sia la cosa migliore...io o chi soffre...credo che la risposta sia per me logica...mi sono incazzata con la morte che mi ha portato via persone care...ma poi l'ho ringraziata per loro...l'egoismo non fa parte dell'amore...e l'amore é ciò che dovremmo cominciare a dare prima di protocolli e linee guida...essere consapevoli che c'è altro... oltre ti può aiutare..Brian Weiss insegna...buona giornata
giovanni corbanese ha detto…
Bello e molto commovente; quando capiremo che il rispetto, la condivisione, l'accettazione, la dignità e l'amore saranno le uniche cose importanti per questo mondo; allora staremo tutti senz'altro meglio. Vi auguro buona vita. Stato Civile: Libero
Dona viva ha detto…
Caro Marco ci fossero dottori come te al mondo sarebbe fantastico.Io ho perso da poco papà e i nostri oncologi non erano così umani..È essenziale per non dire indispensabile l'umanità nei casi terminali di un povero malato destinato!!!Grande Marco continua così perché essere dottori umani non è da tutti.
Dona viva ha detto…
Caro Marco ci fossero dottori come te al mondo sarebbe fantastico.Io ho perso da poco papà e i nostri oncologi non erano così umani..È essenziale per non dire indispensabile l'umanità nei casi terminali di un povero malato destinato!!!Grande Marco continua così perché essere dottori umani non è da tutti.
AngelaM. Nev ha detto…
Non credo che il dolore passi mai...si impara solo a condividere la vita con esso. Pero' tua mamma aveva ragione, e' con i suoi genitori e un giorno anche tu sarai con lei di nuovo. La vita terrena e' solo una fase della nostra esistenza, questo e' cio' che credo.
AngelaM. Nev ha detto…
Non credo che il dolore passi mai...si impara solo a condividere la vita con esso. Pero' tua mamma aveva ragione, e' con i suoi genitori e un giorno anche tu sarai con lei di nuovo. La vita terrena e' solo una fase della nostra esistenza, questo e' cio' che credo.
Cyber ha detto…
L'umanità non si compra e non si acquisisce ... è un dono o lo si ha o non lo si avrà mai. Questa qualità accompagna la tua professione .... e tutto questo ti fa onore.

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