Le differenze tra sceicchi, sultani califfi, emiri, imam...





Nelle storie che arrivano dal Medio oriente in questi mesi, abbiamo spesso letto e riportato le notizie delle presi di posizioni di sceicchi ed Imam, e della nascita di un califfato e, è notizia di ieri, di un nuovo emirato, nella città di Bengasi in Libia. E qualche settimana fa avevamo assistito alla nascita del Califfato dell’Isis, in Siria ed in Iraq.
Quali sono le differenze tra sceiccato, emirato, califfato, Imam che sono comunque parole che indicano una guida nel mondo islamico?In questa ricostruzione ci aiuta il blog dubaiblog.it
Sheikh, o anche Sheik, Shaykh, Shaikh, Cheikh (nella variante francese), and other variants (in arabo: شيخ‎, shaykh; al plurale شيوخ‎ shuyūkh) è il termine arabo che letteralmente significa “più vecchio” e quindi “anziano”, persona quindi che gode di grande rispetto, in virtù della sua maggiore conoscenza ed esperienza delle leggi, di usi e costumi (adab) che regolavano la vita del gruppo. La forma femminile è sceicca (sheikha, shaykha, o šaikha).
A differenza dello Sheikh, che quindi rappresenta la memoria storica del gruppo, la persona più valida da un punto di vista fisico o più coraggiosa (per lo più un giovane), e a cui – pertanto – veniva invece affidata la conduzione dell’esercito durante le battaglie, veniva identificato col termine di ra’īs (termine arabo ma derivato dall’Urdu: رئیس che in età contemporanea rende la figura presidenziale).
La parola emiro (in arabo أمير amīr), indica il “comandante”, persona cioè che detiene l’autorità per emettere un ordine (amr) e per vederlo eseguito. La forma femminile è emira (amira). Il termine, che di per sé non avrebbe alcuna valenza spirituale, acquista un significato del tutto particolare quando si faccia riferimento all’espressione araba Amīr al-mu’minīn, cioè “Comandante dei credenti” che, dall’epoca del secondo Califfo, ‘Umar ibn al-Khattāb, divenne il perfetto sinonimo di “Califfo”.
In età più tarda il termine ha acquisito un significato spesso caratterizzato dalle sole valenze politiche e quindi è stato impiegato per tutti coloro che, in uno Stato islamico, svolgono un’azione di guida monarchica, come nel caso degli Emirati Arabi Uniti, dell’Emirato del Kuwait, del Qatar pur essendo talora usato nel senso di conduzione anche morale di un gruppo o di una società islamica.
Sultano (in arabo sultān, dal vocabolo sulta, “forza”, “autorità”) è il titolo sovrano impiegato da numerose dinastie non arabe che ressero territori più o meno ampi del Vicino e Medio Oriente islamico. La forma femminile è sultana.
Il termine imam (pronuncia imàm, dall’arabo إمام, traslitterato in “imām”, che fa riferimento a una radice lessicale che indica lo “stare davanti” e, quindi, significa “guida”; in italiano desueto ), può indicare tanto una preclara guida morale o spirituale (ed è questo l’uso che per lo più se ne fa in ambiente politico) quanto un semplice devoto musulmano che sia particolarmente esperto nei movimenti rituali obbligatori della preghiera canonica salāt. Costui si pone davanti agli oranti, dando modo ad essi di correggere eventuali erronei movimenti che comporterebbero l’invalidità della salāt.
Da un punto di vista religioso il termine Imàm indica storicamente il capo della Comunità islamica (Umma) ed è per questo sinonimo di califfo. Un peso senz’altro maggiore è dato dalla figura dell’Imam che viene considerato Guida predestinata da Dio della Comunità islamica sciita a causa dei suoi legami di sangue e spirituali con Ali ibn Abi Talib, cugino e genero del profeta Maometto, e che è accreditato pertanto di particolare eccellenza fra gli uomini, per il fatto di fruire di una speciale ineffabile assistenza da parte di Allah.
Califfo (in arabo: خليفة, khalīfa) è il termine impiegato per indicare il “Vicario” o “Successore” di Maometto alla guida politica e spirituale della Comunità islamica (Umma).
(Il Journal) 

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