Paola Egonu e i patridioti che denunciano il razzismo alla rovescia dei media...



di Giovanni Drogo
La Nazionale femminile di Volley sta giocando la semifinale del Mondiale di pallavolo contro la Cina. Ma mentre la stragrande maggioranza degli italiani festeggia i successi della nostra Nazionale, che non ha perso un colpo durante il mondiale in Giappone c’è una sparuta minoranza di patridioti che proprio non ci riesce a gioire per le imprese della Nazionale. Sono quelli che si lamentano dell’eccessiva (a loro dire) esposizione data dai giornali ad un’atleta in particolare: Paola Egonu.

I giornali sono razzisti perché parlano troppo di Paola Egonu
Secondo questi intimoriti sovranisti i giornali sono “schifosamente razzisti” perché su “undici ragazze bianche e una di colore” in prima pagina ci finisce quella di colore. Il nostro eroe però non è informato, perché Paola Egonu non è l’unica “di colore” della Nazionale (c’è anche la fortissima Myriam Sylla), e anche tra le ragazze bianche non tutte sono al 100% di origine italiana. Ma evidentemente così come l’uomo nero fa ancora molta paura anche la ragazza “di colore” è in grado di destabilizzare la psiche del sovranista e forse addirittura di mettere in dubbio il suo stesso essere italiano vero.

Come mai i giornali danno così tanto risalto a Paola Egonu? Non è che dietro c’è un piano turbosorosiano per inculcare nelle menti degli italiani l’amore per la diversità etnica e il meticciato? Perché tutti i giornali parlano di Paola Egonu e snobbano le bianche dell’italvolley? La spiegazione è molto semplice: Paola Egonu non solo è una delle atlete più forti della nostra Nazionale ma ha dimostrato di essere una delle più forti del Mondiale. Stiamo parlando di una ragazza che è in grado di segnare 36 punti a partita, durante un Mondiale. Il tutto ad appena 19 anni. È per quello che i giornali parlano di lei, non perché è nera o per fare razzismo nei confronti dei bianchi. Insomma è il solito complotto della dittatura del politically correct da parte dei buonisti.

Il vittimismo dei razzisti che trova una sponda nel governo del cambiamento
Del resto nessuno si è mai lamentato del grande risalto dato alle imprese dello Zar Ivan Zaytsev, che sarà pure bianco ma che non è di origini italiane (anche se è nato a Spoleto). Ma il “problema” della Egonu è proprio il colore della pelle. Ed è noto come i razzisti abbiano questa peculiare tendenza al piagnisteo che li porta – nel tentativo di giustificare il fatto di discriminare le persone per il colore della pelle – a raccontare che anche loro i bianchi sono vittime di una forma di razzismo di ritorno. Il che è ovviamente assurdo ma serve a rappresentare i bianchi come vittime del razzismo da parte dei “negri” ed eventualmente dei media asserviti all’immigrazionismo.

Inutile spiegare che Paola Egonu è italianissima essendo nata a Cittadella (Padova). Inutile ricordare che ha la cittadinanza italiana. Rimarrà sempre una “negra” e quindi anche quando finirà sulle prime pagine dei giornali per le sue imprese sportive ci sarà chi salterà fuori a spiegare che è solo una forma di discriminazione nei confronti dei bianchi (nemmeno degli italiani). Qualcuno potrà pensare che in fondo si tratta di opinioni isolate. Non è così. Perché questo genere di ragionamenti trova una sponda nel governo. Che differenza c’è tra chi denuncia il complotto dei media a favore della Egonu con le dichiarazioni rilasciate dal ministro Lorenzo Fontana che ha detto che «con l’immigrazione si diluiscono le identità e l’omologazione avanza» aggiungendo che «la battaglia che bisogna fare è questa e sarà una battaglia dove i mass media saranno fortemente contrari, visto che ci sono molti interessi in gioco».

E non è difficile leggere l’eco delle parole del ministro in chi spiega che “questo multiculturalismo nelle nostre Nazionali ha reso lo sport una manifestazione senza identità” teorizzando che non esistono italiani con genitori non italiani. Al massimo quelli come Paola Egonu possono essere “figli di cittadini stranieri con cittadinanza italiana”. Un altro invece è ancora più drastico, “se l’Italia non ha atleti con cui gareggiare può fare anche passi indietro nello sport”. Tutto pur di non diluire la nostra identità, proprio come vuole Fontana...

(NEXT)

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