Stato di diritto assente, 500 omicidi commessi dalle forze governative: il rapporto Onu sul Venezuela...


La denuncia delle Nazioni Unite sulla politica di repressione del presidente Maduro contro gli oppositori: "l'impunità deve finire". Chiesta la creazione di una commissione d'inchiesta internazionale.

                             World Press Photo 2018, scatto dell'uomo in fiamme in Venezuela

Centinaia di omicidi ingiustificati commessi dalle forze governative nella massima impunità, senza nessuna conseguenza legale, in un paese dove lo stato di diritto non esiste più. E' la durissima denuncia contenuta in un rapporto delle Nazioni Unite sulla politica di repressione messa in atto dal presidente Maduro contro gli oppositori, incluse esecuzioni extragiudiziali, detenzioni arbitrarie e torture con violenza sessuale, finte esecuzioni e scosse elettriche.
Secondo l'ufficio dell'Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani gli agenti venezuelani ritenuti responsabili di circa 500 omicidi sembrano eludere qualsiasi accusa. Un segnale allarmante e drammatico che i controlli e gli equilibri sono stati eliminati nel paese, lasciando le autorità statali non perseguibili.
"Lo stato di diritto - ha affermato l'alto commissario dell'Onu per i diritti umani Zeid Ra'ad Al Hussein - è praticamente assente in Venezuela. L'impunità deve finire. La situazione dei diritti umani dei venezuelani è deplorevole. Quando una confezione di pillole per la pressione alta costa più del salario minimo mensile e i latte per bambini più di due mesi di stipendio, ma manifestare contro una tale situazione può portarti in prigione, l'ingiustizia estrema di tutto ciò è palese".
L'Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani ha chiesto anche la creazione di una commissione d'inchiesta internazionale e un maggiore impegno della Corte penale internazionale. "Gli stati membri del Consiglio per i diritti umani - ha detto Zeid Ra'ad Al Hussein - dovrebbero istituire una commissione d'inchiesta internazionale. Le detenzioni degli oppositori politici sono diventate più selettive, prendendo di mira attivisti, studenti, difensori dei diritti umani, operatori dei media e membri delle forze armate".
Il rapporto delle Nazioni Unite fa luce sul caso del poliziotto ribelle Oscar Perez ucciso a gennaio assieme a sei del suo gruppo mentre tentavano di arrendersi. Perez era considerato il fuggitivo più ricercato del Venezuela, dopo aver attaccato alcuni edifici governativi con un elicottero della polizia rubato. Nel gennaio scorso le forze governative avevano attaccato e ucciso Perez e altre sei persone in un nascondiglio di montagna fuori Caracas. Per i funzionari delle Nazioni Unite il gruppo sarebbe stato invece giustiziato su ordine di alti funzionari governativi, in violazione dei loro diritti fondamentali.
Il rapporto dell'Onu prende in considerazione anche i casi di eccessivo uso della forza da parte delle autorità governative, e cita esempi di funzionari che hanno minacciato o trattenuto operatori sanitari per aver denunciato la mancanza di medicine e le cattive condizioni di vita nel paese.
Tra il 2015 e il 2017 circa 357 agenti sono stati posti sotto inchiesta in seguito a 505 uccisioni durante operazioni nei quartieri delle città. Le autorità del Venezuela non hanno permesso ai funzionari Onu nel paese di realizzare il rapporto, così gli investigatori hanno raccolto informazioni a distanza, comprese interviste a vittime, testimoni, avvocati e medici...


(Globalist)

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