Non dimentichiamo i bambini, non dimentichiamo i diritti...



di Mario Giro
I bambini. Pensiamo ai bambini. Bambini separati dai loro genitori negli Stati Uniti, con la giustificazione di perseguire i loro genitori. Quindi bambini-ostaggio. Bambini in gabbia piangenti. Immagini rivoltanti. Anche bambini schedati: i bambini rom, un popolo di bambini.

Bambini sui barconi, da soli, messi lì dalle loro madri che sperano da salvarli da un futuro incerto, come nel film "Vai e vivrai". Bambini in balia delle onde aspettando che un porto si apra. Bambini rohingya profughi come tanti altri; bambini palestinesi e israeliani costretti all'odio senza fine; bambini yemeniti e siriani sotto le bombe o i razzi, come quella bambina di Aleppo che –seria seria- chiese all'inviata straniera: "tu ce l'hai il numero dell'ONU"? Bambini innocenti intrappolati nella tragedia umana: si potrebbe continuare.

Bambini, tanti bambini: il nostro è un mondo di bambini. Non ci sono stati mai tanti minori al mondo come oggi, dicono le statistiche. Facilmente dimentichiamo i loro volti: sono tanti, sono troppi! Ma tanti non vuol mai dire troppi, almeno nella nostra tradizione civile e giuridica. Si tratta infatti di una questione di civiltà: nella nostra epoca si fa tanto parlare di civiltà e poi se ne perdono i valori e i principi.

Come si fa a dimenticare che la civiltà occidentale considera ogni vita una vita, con medesimi diritti e doveri? Siamo sicuri che sia cosa saggia trattare con sufficienza e criticare come "buonismo" o "politicamente corretto" i valori fondamentali delle carte internazionali dei diritti (in massima parte frutto della nostra civiltà occidentale)?

Se si perde di vista il senso della storia giuridica occidentale dove al centro c'è l'individuo, inutile invocare altri diritti... abbiamo già perso tutto. Il nostro mondo occidentale è sempre alla ricerca di nuovi diritti ma nessun diritto è possibile se non è erga omnes, valido per tutti.

Nella storia qualcuno si è illuso o ha preteso di poter separare i diritti, trattandoli uno alla volta o, peggio, uno contro l'altro. Ma non esiste un diritto senza l'altro. Né esistono diritti che possano escludere altri: non sarebbero diritti ma privilegi di casta. I diritti umani, nella nostra tradizione giuridica, sono universali.

È bene dunque che tutti coloro che sono legati a un particolare diritto stiano attenti: se soprattutto i bambini vengono esclusi o scartati, magari perché stranieri, rom o altro, tutti i diritti sono in pericolo. Non si tratta di destra o sinistra ma di principi giuridici fondamentali, quelli che i popoli democratici in genere iscrivono nelle loro Carte fondamentali.

Se in Occidente ci abituiamo a guardare quelle immagini dei bambini in gabbia, trattati peggio di animali (nemmeno loro dovrebbero starci), se quelle lacrime e quelle grida non trapassano la corazza dell'insensibilità, tutta la nostra civiltà è in pericolo. Qualcuno dirà che non si può cedere al ricatto degli adulti che immigrano illegalmente coi propri figli.

Mi chiedo di che ricatto di tratti. Anche se qualcuno se ne giova, la nostra civiltà giuridica non ci permette di smentirci sui diritti, sull'umanità, su una tradizione di civiltà alla quale siamo arrivati a caro prezzo.

Se invece ci smentiamo, condanniamo noi stessi e creiamo un vulnus alle nostre leggi civili, che certamente ci si ritorcerà conto. Non in tutto il mondo si rispettano i diritti umani come in Occidente: questo è un privilegio non una debolezza. Altrimenti avevano ragione coloro che sostenevano che la democrazia rende i popoli imbelli e li porta alla decadenza. Ricorda qualcuno?...

(HUFFPOST)

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