Israele dice no a un’inchiesta indipendente sui morti a Gaza. Lite Netanyahu-Erdogan...
Il premier israeliano: «Nessuna lezione morale da chi bombarda i civili». Il presidente turco: «Sei un terrorista».
Israele respinge le richieste di un’indagine indipendente avanzate dal segretario generale dell’Onu Antonio Guterres e dall’Alta rappresentante della politica estera Ue Federica Mogherini dopo gli scontri di venerdì al confine fra Gaza e lo Stato ebraico, in cui 16 palestinesi sono stati uccisi dai soldati israeliani. «Non ci sarà alcuna commissione di inchiesta», ha dichiarato il ministro della Difesa israeliano, Avigdor Lieberman, alla radio pubblica israeliana, affermando che le richieste di un’inchiesta indipendente sono ipocrite. «Non ci sarà una cosa del genere qui. Non dobbiamo collaborare con nessuna commissione di inchiesta», ha detto ancora, sottolineando che le proteste dei palestinesi non erano «il festival di Woodstock».
Le critiche a Israele
L’esercito israeliano è stato criticato da gruppi a tutela dei diritti, che lo accusano per avere utilizzato proiettili veri contro i manifestanti. Sabato, tuttavia, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha elogiato l’operato dei militari, ringraziandoli per avere «protetto i confini del Paese». I dimostranti palestinesi si erano raccolti in diversi punti della frontiera fra Israele e Gaza per la cosiddetta “Marcia del ritorno”. La “Grande marcia del ritorno”, ufficialmente organizzata dalla società civile, è sostenuta da Hamas. Obiettivo: chiedere il “diritto al ritorno” per i rifugiati palestinesi e denunciare il blocco imposto da Israele a Gaza. È stata lanciata in coincidenza con la Giornata della Terra, in cui ogni 30 marzo si ricorda la morte nel 1976 di sei arabi israeliani durante le manifestazioni contro la confisca di terreni da parte di Israele, ed è previsto duri per sei settimane, dunque fino alla metà di maggio, quando i palestinesi ricordano la Naqba, l’esodo seguito alla guerra del 1947-1948.
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No degli Usa al documento Onu
Gli Stati Uniti hanno bloccato in Consiglio di sicurezza dell’Onu una bozza di dichiarazione che chiedeva moderazione e “un’indagine indipendente e trasparente” sugli scontri al confine fra Gaza e Israele, in cui 16 palestinesi sono stati uccisi e 1.400 feriti dall’esercito israeliano. Lo riferiscono fonti diplomatiche. La dichiarazione era stata proposta dal Kuwait, che rappresenta in Consiglio Onu i Paesi arabi. La bozza di documento esprimeva anche “grave preoccupazione per la situazione al confine” e riaffermava “il diritto alla protesta pacifica” e il dolore del Consiglio “per la perdita di vite di palestinesi innocenti”. La bozza era circolata in Consiglio venerdì, ma sabato gli Usa hanno sollevato obiezioni bloccandola, riferisce ad Afp una fonte diplomatica del Consiglio di sicurezza.
Lite Netanyahu-Erdogan
Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha rigettato “la lezione morale” del presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, che aveva condannato l’azione dell’esercito israeliano al confine con la Striscia di gaza definendolo «attacco disumano». «L’esercito più virtuoso al mondo - ha scritto Netanyahu su Twitter - non può essere messo sul banco degli imputati in fatto di morale da chi da anni bombarda i civili in modo indiscriminato». Da parte di Erdogan è arrivata anche una contro-replica: «Ehi Netanyahu, tu sei un occupante, è come un occupante che sei su quelle terre, e allo stesso tempo sei un terrorista», ha detto Erdogan in un discorso televisivo ai suoi seguaci in Adana, nel sud della Turchia...
(La Stampa Mondo)











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