Stuprata a 13 anni in un pub a Massa. «Tutto organizzato, erano in tre»...



Maria, rapita da bambina, parla di una "tratta delle vergini" a Marina di Massa. E dell'omicidio di un'amica
Massa - Rapita e venduta per essere stuprata a pagamento a tredici anni. La storia di Maria, raccontata nella trasmissione del 4 febbraio di TG2 dossier, prova l’esistenza di una vera e propria “tratta delle vergini” anche a Massa-Carrara. Maria era poco più che bambina quando fu rapita insieme a sei ragazzine del suo villaggio per essere venduta nelle strade italiane. Aveva tredici anni.

A violentare Maria sono stati due medici e un avvocato in un pub di Massa. È lei stessa a rivelarlo, implicando forse la complicità dei gestori: “Organizzarono la serata, vendendo non solo la mia verginità, ma quella di tante altre ragazze”. Maria era costretta dai suoi aguzzini a ricevere 20-25 clienti in un giorno, se non di più. Se si attardava coi clienti veniva torturata: tagli, docce fredde, scosse elettriche.

Una brutalità che mette a rischio la vita stessa delle vittime della tratta. “Ho perso anche un’amica a Massa – racconta Maria – è stata uccisa sugli scogli di Marina, a botte: l’ultimo calcio le è stato fatale”.

Maria ha tentato molte volte di fuggire, a rischio della vita. A diciassette anni c’è riuscita, grazie all’aiuto della comunità Papa Giovanni XXIII fondata da don Oreste Benzi. “Bisogna fermare questo mercato disincentivando la domanda, sempre in crescita e rivolta a donne sempre più giovani – commenta don Aldo Buonaiuto della comunità Papa Giovanni XIII – dobbiamo contrastare il cliente, promuovere un cambiamento di mentalità attraverso il modello nordico, che tutti i Paesi europei dovrebbero adottare”.

"Molti di questi clienti credono che le donne siano sulla strada per scelta libera," commenta il giornalista. "Non esiste una scelta libera, sulla strada," è la risposta. "Non c’è scelta, non c’è libertà, sei costretta. Credete che le ferite e le cicatrici le prostitute se le procurino da sole? Ovviamente no. Sono costrette."


Irene Rubino

(La Voce Apuana)

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