Tornano in Italia le spoglie di Vittorio Emanuele III, il re che aprì le porte al fascismo...




Il corpo del monarca accanto a quello della regina Elena nel Santuario di Vicoforte, in Piemonte, in un loculo ricavato all'interno della cappella di San Bernardo.



Non ce lo dimentichiamo: è stato il re che ha aperto le porte al fascismo, che ha firmato le leggi razziali volute da Mussolini e che è scappato dopo l'8 settembre. Il giudizio storico è già stato dato ed è chiaro e netto. Far passare come riabilitazione un gesto di umanità e di civiltà è scorretto: la salma di Vittorio Emanuele III è partita da Alessandria d'Egitto dove era sepolta nella cattedrale di Santa Caterina, per rientrare in Italia a bordo di un volo militare. Il corpo del re riposerà accanto a quello della regina Elena, traslato da Montpellier, nel Santuario di Vicoforte, in Piemonte, in un loculo ricavato all'interno della cappella di San Bernardo.
Ma una parte della famiglia reale non è d'accordo e, a quanto sembra, è intenzionata a dare battaglia. Gian Nicolino Narducci, segretario di Serge di Jugoslavia, ha incontrato il rettore della basilica, don Meo Bessone, e nel corso di un colloquio che alcune fonti hanno definito "concitato" ha fatto presente che "tutto si può ancora bloccare".
"Mio nonno - ha detto da parte sua Emanuele Filiberto riferendosi a Umberto II, ultimo re d'Italia - diceva che le salme resteranno in esilio finché non torneranno al Pantheon a Roma. Dal 2002, quando è stata abrogata la norma transitoria della Costituzione sull'esilio, non c'erano più problemi nel riportarle in Italia. Ma abbiamo sempre aspettato. Ed è da sempre che vogliamo siano collocate al Pantheon".
Emanuele Filiberto si è detto "felice" per il rientro della bisnonna in Italia - ringraziando il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per averlo reso possibile - ma anche "sorpreso" per la segretezza dell'operazione: "Io l'ho appreso dalla stampa e dalle agenzie. Non capisco questa specie di 'vergogna' di riportare in Italia questa amata regina. Lo trovo strano".
Del rientro delle salme del re e della regina si è iniziato a parlare nel 2011, anno a cui risale la richiesta dei familiari di Casa Savoia. Istanza poi reiterata nel 2013 con la dichiarata disponibilità del vescovo di Mondovì, monsignor Luciano Pacomio. Il tutto cadrebbe nel settantesimo anniversario della morte di Vittorio Emanuele III (28 dicembre 1947) e, come ha voluto sottolineare la principessa Maria Gabriella, "nel centenario della Grande Guerra" con l'auspicio che l'iniziativa "concorra alla composizione della memoria nazionale"...

(Globalist)

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