Trump e Kim Jong-Un disegnati come dei rifugiati: i ritratti di Abdalla Omari...




Le opere dell'artista siriano, 31 anni, sono esposte fino a luglio a Dubai.



Abdalla Omari, 31 anni, è nato in Siria e si è laureato a Damasco prima che la situazione nel suo Paese precipitasse. È un pittore. Ma anche un regista. Un’artista, costretto a fuggire. Dopo la laurea a Damasco, Abdalla ha lavorato per artisti importanti come Ghassan Sibai e Fouad Dahdouh. I suoi quadri, negli ultimi anni, sono stati venduti in diverse aste europee e sono approdate in collezioni, anche private, in giro del mondo. Oltre ad essere state esposte in gallerie e fondazioni come l'Institut du Monde Arabe; il Centro Culturale Strombeck, Belgio (2017); la NW Gallery, Regno Unito (2015); la Galleria Kozah, Libano (2014) e la Biennale di Berlino (2012).

Negli ultimi anni Abdalla ha trovato asilo in Belgio, a Bruxelles, e ha iniziato a lavorare a “The Vulnerability Series”. Nei suoi ritratti ci sono Donald Trump che cerca disperatamente la sua famiglia, emigrata tanti anni fa in America, tenendo una bimba sulle spalle; Barack Obama che appare come un homeless; Bashar Al Assad, in cerca di fortuna, stremato da una lunga fuga; Hollande e Sarkozy abbandonati in strada con una bottiglia di vino in mano; Kim Jong-Un, bambino, che nasconde dietro la schiena il suo giocattolo più prezioso: un missile. Vestiti strappati, volti vuoti, occhi tristi. L’artista siriano ha ritratto i potenti nella loro massima fragilità. Non per schernirli. Ma per mostrare, a tutti gli altri, quanto “la vulnerabilità sia un dono che tutti dovremmo celebrare”. 

                                




(Globalist)

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