Parigi e il clima: l’uomo dalla frangia senapata vende armi e avvelena la terra...




Che sia il caso di cominciare a isolare il tale e la “sua” nazione? Per molto meno si sono imposte le sanzioni alla Russia.



L’uomo dalla frangia senapata ha detto no, eravamo abituati a quello Del Monte che diceva sì.
Dopo aver sputato sui nativi americani, dopo aver tolto fondi alle associazioni che si occupano delle donne sole che hanno appena abortito, dopo averne già combinate di ogni sorta, la frangia senapata ha detto no anche all’accordo di Parigi.
Gli Usa si aggiungono alle sole due nazioni non firmatarie del trattato transalpino, la Siria e il Nicaragua (ah, è stramazzato Noriega, alla buon ora), sembra una barzelletta.
A sentirlo, va pazzo per le miniere di carbone, i pozzi petroliferi, le armi da vendere agli arabi, e la scarsa voglia di lavorare, quella sua.
Però poi mangia pappardelle mozzarella e pomodoro, salumi e formaggi italiani e ossobuco alla milanese, tutte le domeniche, con la sua botulinata combriccola.
Innanzitutto, non facciamone un dramma, la climexit è prevista dopo tre anni dalla manifestata voglia di uscirne.
Qualcuno crede che frangia senapata arrivi a un secondo mandato? Controllare le quote dei bookmakers londinesi per avere ulteriori certezze.
400 città statunitensi gli hanno già risposto picche, la Tezla è furente, seguita a ruota da decine di multinazionali che hanno puntato, come razione vuole, sull’abbassamento dei gas serra.
Che poi, ma forse questo non gliel’hanno spiegato per bene, l’accordo di Parigi è stato siglato principalmente contro i flussi migratori, dato che per ogni grado di temperatura in più, si stimano in 100 milioni gli esseri umani che dovranno abbandonare terre torride e aride, per creare il più massiccio esodo che la storia abbia a memoria.
Che sia il caso di cominciare a isolare il tale e la “sua” nazione?
Per molto meno si sono imposte le sanzioni alla Russia.
Tassare significativamente Faccialibro, Microsoft, Apple e Coca Cola sarebbe un buon inizio, evitare di mangiare burro di arachidi (non mi sovviene altro prodotto made in Usa commestibile), non comprarsi il Cherokee e nemmeno la Jeep, non andare in ferie là, il mondo è così grande, ci sono un sacco di posti migliori, io vi scrivo da uno dei più spettacolari, si chiama Italia.
Si narra che l’esiliato dittatore paraguaiano si fosse comprato un villone appena al di là del confine; ogni mattina si alzava e usciva sul balcone rivolto alla patria che lo aveva cacciato, estraeva un elenco telefonico di Asunción e cominciava a urlare liste di cognomi, presi a caso dall’elenco, per farli condannare, poi rientrava ed era contento.
Ecco, cari statunitensi, un bel villino a Tijuana con balcone vista muro, un elenco telefonico e un megafono, vedrete, si divertirà più di adesso.
Sic transit gloria mundi...

(Globalist)

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