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Mosul, ferocia e follia, muoiono tre giornalisti...




È morta anche Véronique Robert, rimasta ferita nell’esplosione di una mina a Mosul assieme ad altri due giornalisti.
Nel centro storico della città gli ultimi combattenti jihadisti senza più via di fuga scatenano la loro ferocia sulla popolazione dopo aver fatto saltare la storica moschea Al Nuri e il suo storico minareto ‘gobbo’



Véronique Robert, Robert, giornalista televisiva francese è morta in Francia per le ferite riportate a Mosul. L’esplosione della stessa mina aveva ucciso i suoi colleghi, il francese Stephan Villeneuve e l’iracheno Bakhtiyar Addad. Veronique, trasportata e operata a Baghdad, era stata rimpatriata e trasferita nella notte tra giovedì e venerdì nell’ospedale militare di Percy, vicino Parigi. Con i colleghi stava preparando un reportage sulla battaglia di Mosul per la trasmissione ‘Envoyé spécial’.

                                                                                                 Véronique Robert


Specialista dei teatri di guerra -scrive su Twitter l’emittente- Véronique Robert aveva seguito numerosi conflitti, tra cui le precedenti guerre Iraq. I genitori del 48enne Stephan Villeneuve, l’altra vittima francese, hanno ricordato ieri il figlio dedicandogli un intervento su Libération: «Tutto è andato così in fretta, ma la tua vita è stata quella che desideravi, ricca, utile. Lasci i tuoi reportage potenti e sinceri che non dimenticheremo mai e che faremo vivere», hanno scritto.
Martedì l’Eliseo ha annunciato che Stephan Villeneuve sarebbe stato insignito postumo del titolo di cavaliere della Legione d’onore.

                                                                                               Stephan Villeneuve


Dunque, tutto quello che si temeva da settimane, è avvenuto. Battaglia senza pietà di condannati a morte. Ormai alle strette nella Città vecchia di Mosul, i jihadisti dell’Isis hanno prima distrutto un altro monumento della storia irachena, la moschea Al Nuri, col suo minareto pendente, Al Hadba, ‘il gobbo’, risalente al XII secolo. Nichilismo assoluto, oltre quelle loro miserabili vite e il loro credo, il nulla. Battaglia senza tregua nel cuore della città vecchio di Mosul, metro per metro tra le rovine. Una fonte militare ha detto che i governativi sono ancora impegnati nel tentativo di riconquistare la cosiddetta ‘città medica’, nel quartiere di Al Shefaa a nord della Città vecchia, dove sorgono diversi ospedali.

                                          Parvenze di vita  quanto c’era ancora il minareto ‘gobbo’


Secondo l’Onu sono ancora 100.000 i civili intrappolati nell’inferno dei combattimenti e stremati dalla fame. La distruzione della moschea di Al Nouri e del suo minareto denunciata da tutti come “una dichiarazione formale di sconfitta” da parte dell’Isis. Ma sulla sorte del ‘Califfo’, più volte dato per morto, regna ancora l’incertezza. La portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova ha detto “non essere in possesso di prove” sull’uccisione di Baghdadi, che il ministero della Difesa aveva dato per quasi certa in un raid aereo compiuto da Mosca il 28 maggio a sud di Raqqa, in Siria.
Molto probabile che sia avvenuto, ma non ancora una certezza...

(RemoContro)

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