Disfatta May, crisi Gran Bretagna e Brexit dolorosa...




Theresa May fallisce il blitz elettorale per la Brexit. Gran Bretagna spaccata e ingovernabile. Secondo i primi exit poll i conservatori perdono la maggioranza assoluta con soli 314 seggi. Jeremy Corbyn porta il Labour a 266 seggi, guadagnandone 34 . Scompare l’estrema destra dell’Ukip. Il Financial Times: «Disastro May». Crolla la sterlina sui mercati asiatici. Brexit più difficile per la Gran Bretagna


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  • A spoglio delle schede ormai quasi completato, si conferma lo smacco di Theresa May, in lieve vantaggio rispetto ai Labour e senza una maggioranza che le consenta di governare la Brexit.
  • Si profila un parlamento bloccato, ‘appeso’ ad eventuali alleanze, allo stato assai improbabili.
  • Il Labour di James Corbyn guadagna voti e seggi, e chiede, già nella notte, le dimissioni del primo ministro.
  • La ministra dell’Interno Rudd salva il suo seggio per un pugno di voti.
  • Fuori l’Ukip rimasto a bocca asciutta.
  • Finisce il dominio Snp in Scozia e il referendum si allontana.
  • Sterlina in forte calo.
     
Il partito conservatore della premier, che aveva indetto le elezioni con la speranza acquistare maggiore stacco sugli avversari e avere così le mani libere nei negoziati ‘duri’ con l’Unione europea per la Brexit, ottiene meno seggi delle consultazioni precedenti.
Ancora exit poll, mancano in realtà ancora pochi seggi da scrutinare: Theresa May avrebbe 314 seggi dei 650 di cui è composta la Camera dei Comuni contro i 266 di Corbyn.
Il partito conservatore perderebbe 17 seggi rispetto al Parlamento uscente; i laburisti di Jeremy Corbyn otterrebbero 266 seggi, guadagnandone 34, si dimezza quasi lo Scottish National Party di Nicola Sturgeon e scompare l’ultra destra anti europeista di Farage.
Governo difficile
Il risultato delle urne impone una coalizione difficile, con i Liberal Democratici, che potrebbero portare ai conservatori i seggi mancato per la maggioranza, ma forza fortemente europeista a confronto con dei Conservatori a favore di una “hard Brexit”, una uscita cattiva.
Toto successione.
Il risultato nettamente negativo mette in difficoltà la premier e c’è chi pensa a possibili successori: il Financial Times, elenca i candidati: Boris Johnson, Amber Rudd, David Davis, Michael Fallon.
Labour che torna vincente
Il Labour realizza il primo incremento di seggi in Parlamento dalla prima vittoria di Tony Blair nel 1997. Vincono sulla sconfitta anche personale di Theresa May che non è la Thatcher. Jeremy Corbin si è battuto meglio del previsto, nel suo provare a cancellare il decennio blairiano.
La sua sostanziale ambiguità sulla Brexit gli ha consentito di pescare voti sia tra gli europeisti, sia tra gli euroscettici. Ma alla fine la risalita non è stata sufficiente.
Hung Parliament e sterlina
Si va verso un ‘hung Parliament’, un ‘Parlamento impiccato’ alla necessità di dar vita a fragili coalizioni o a governi di minoranza.
Immediata la reazione della sterlina, che di fronte alla prospettiva di un Governo di coalizione nei duri anni dei negoziati per Brexit ha lasciato sul terreno il 2% in pochi minuti...

(RemoContro)

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