Usa, dottoressa di pronto soccorso arrestata per mutilazioni genitali su bambine...




Le vittime hanno tutte tra i 6 e gli 8 anni. Una barbarie che si sarebbe prolungata per 12 anni. La donna, adepta di una setta che prevede tale pratica, ha respinto tutte le accuse. Ma ora rischia l'ergastolo



DETROIT - Una barbarie con tante bambine come vittime, la religione come pretesto e il camice bianco come aggravante. Jumana Nagarwala, medico di pronto soccorso in servizio presso un ambulatorio in un sobborgo di Detroit (Michigan), negli Stati Uniti, è stata arrestata con l'accusa di aver praticato per anni mutilazioni genitali su bimbe tra i sei e gli otto anni di età.

Una pratica disumana che, secondo le accuse, si sarebbe prolungata per 12 anni. La donna, 44 anni, farebbe parte di una setta religiosa non ben identificata, che pratica le mutilazioni. Interrogata dall'Fbi, la donna ha respinto ogni accusa, ma in base alle leggi americane rischia il carcere a vita. Al momento la dottoressa è detenuta in custodia cautelare, per decisione del tribunale federale di Detroit.

L'intervento della polizia è arrivato dopo una segnalazione anonima. Le mutilazioni avvenivano in un ambulatorio di Livonia, un sobborgo di Detroit conosciuto anche come "Little Palestine", a causa della presenza di una massiccia minoranza araba. Non erano originarie solo del Michigan le ragazzine che arrivavano sotto i ferri della dottoressa: sembra infatti che alcune famiglie portassero le loro bambine da altri Stati. Partita l'inchiesta, infatti, il primo caso analizzato dagli inquirenti è stato quello di due bambine del Minnesota, alle quali dopo l'intervento era stato imposto il silenzio sull'accaduto.

"La signora Nagarwala è accusata di aver praticato orribili atti di brutalità su vittime particolarmente vulnerabili - ha spiegato il procuratore federale statunitense Daniel Lemisch - ; questa pratica non ha posto nella società moderna". Nagarwala è accusata di una serie di crimini: mutilazioni genitali (pena fino a cinque anni), falsa testimonianza e trasporto di minori finalizzato a pratiche sessuali criminali. Se in fase di processo venissero tutti confermati, per lei si profilerebbe l'ergastolo.

I dati. L'Onu stima che nel mondo circa 200 milioni di donne siano vittime di una qualche forma di mutilazione genitale. Di queste la metà sono concentrate in Egitto, Etiopia e Indonesia. Gli Stati Uniti hanno dichiarato illegali queste pratiche sui minori di 18 anni nel 1996. Dieci anni dopo un immigrato etiope era stato condannato a 10 anni per aver mutilato la figlia, che aveva solo due anni, con un paio di forbici.

Secondo alcune statistiche del 2012, in America circa mezzo milione di donne e bambine hanno subito, o rischiano di subire, mutilazioni genitali. Ma il caso della dottoressa di Livonia non ha precedenti: sarebbe la prima volta in cui ad essere incriminato con tale accusa è un medico...

(R.it Esteri)

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