O paghi o muori: i migranti raccontano gli orrori dei lager in Libia...




Dai richiedenti asilo sbarcati a Pozzallo nuove testimonianze sul traffico di essere umani



In Libia, nei "campi di concentramento" dove i migranti vengono tenuti reclusi prima di imbarcarsi sui gommoni, per mangiare si deve pagare. Chi non ha soldi per una misera porzione di cibo o un pezzo di pane resta letteralmente digiuno. Sarebbero morti cosi, poco prima della partenza e abbandonati a terra, due giovani ragazzi del centro Africa che avevano sborsato, come tutti gli altri, piu di cinquemila dollari per il viaggio ai trafficanti di uomini.
Nuove, drammatiche testimonianze raccolte dagli operatori della polizia di Stato allo sbarco di migranti sulle coste siciliane. A riferire i nuovi agghiaccianti particolari sulle violenze e sulle condizioni disumane della prigionia in Libia sono stati molti dei 143 sbarcati nelle ultime ore a Pozzallo. La polizia ha individuato ed arrestato lo scafista riconosciuto dai migranti. E' un gambiano di 19 anni al quale i trafficanti hanno affidato la guida di un gommone malandato con i
143 passeggeri poi soccorsi nel Canale di Sicilia dalla nave Vos Prudence di Medici senza frontiere.
Molti migranti arrivati stremati da fame e sete, hanno raccontato - appunto - che dentro la connection house i trafficanti non davano da mangiare a chi non pagava e tenevano tutti sotto la minaccia costante delle armi per evitare che qualcuno potesse sottrarre il cibo a chi, con gli ultimi soldi, aveva pagato per averlo...

(Globalist)

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