Iraq, la denuncia Onu: armi chimiche sui civili a Mosul...




Dodici persone, tra cui donne e bambini, ricoverate con gravi sintomi. "Piano d'emergenza per sostanze chimiche altamente tossiche".

Mamma assiste la figlia in gravi condizioni dopo l’esposizione ad armi chimiche (REUTERS/Azad Lashkari)



Una guerra sporca, giocata sulla pelle degli indifesi. Sono 12 le persone, tra cui donne e bambini, che sono state ricoverate con gravi sintomi di esposizione ad armi chimiche. Accade a Mosul, dove è in atto un’offensiva delle forze militari irachene sostenute dagli Stati Uniti contro l’Isis. La denuncia arriva dall’Oms che ha attivato con le autorità sanitarie locali «un piano di emergenza per trattare in modo sicuro uomini, donne e bambini che possono essere esposti a sostanze chimiche altamente tossiche», ha detto l'agenzia dele Nazioni Unite in un comunicato.


I 12 pazienti sono stati ricoverati dal 1 ° marzo per essere sottoposti a terapie dopo l’esposizione ad agenti chimici che hanno subito a Erbil, la capitale della regione curda dell'Iraq, a est di Mosul. Alcuni mostrano «gravi sintomi associati con l'esposizione a sostanze tossiche» nella parte orientale di Mosul.


Il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) ha riportato che cinque bambini e due donne stanno ricevendo il trattamento per esposizione ad agenti chimici.

La Croce Rossa tuttavia non ha detto quale parte ha utilizzato le armi che hanno provocato vesciche, arrossamento degli occhi, intossicazione, vomito e tosse.

Lo scorso gennaio le forze irachene hanno riconquistato la parte orientale di Mosul, dopo 100 giorni di combattimenti, e a febbraio hanno lanciato l’attacco sui distretti che si trovano ad ovest del fiume Tigri. Il lato orientale rimane alla portata dei razzi dei militanti dell’Isis e dei colpi di mortaio.

La sconfitta dell’isis a Mosul avrebbe schiacciato l'ala irachena del califfato, dopo la conquista, annunciata nel 2014 dal leader dell’Isis, Abu Bakr al-Baghdadi, di alcune parti di Iraq e Siria.


Il coordinatore delle Nazioni Unite in Iraq, Lise Grande, ha chiesto che venga aperta un'indagine.
«Questa situazione è orribile. Se si conferma l’utilizzo di armi chimiche, si tratta di una grave violazione del diritto internazionale umanitario e di un crimine di guerra, a prescindere da quali siano gli obiettivi», ha detto il responsabile Onu in Iraq...

(Globalist)


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