La storia di Nazzareno Tassone, italocanadese ucciso in guerra contro l'Isis...






 Si è arruolato per combattere l'Isis nelle milizie curde ed è rimasto ucciso il 21 dicembre scorso Nazzareno Tassone, ventitreenne italocanadese dell'Ontario che aveva raccontato ai famigliari di essere andato in Turchia per insegnare lingua inglese.
Intenzionato a lottare in prima persona contro l'Isis, Tassone aveva raggiunto la Siria dove il 19 maggio scorso fu ufficialmente arruolato nelle truppe curde dell'Ypg (Unità di Protezione Popolare) operative nel nord del Paese. Inviato a fine giugno al fronte dopo alcune settimane di addestramento, è morto in uno scontro vicino a Raqqa dove ha perso la vita anche un miliziano britannico: Ryan Lock.
Il Corriere Canadese, che gli ha dedicato un titolo in cui lo definisce "giovane eroe italocanadese", rilancia da giorni l'appello della famiglia Tassone per la restituzione del corpo, sollecitando il governo di Ottawa a fare quanto possibile per il rimpatrio. La morte di Tassone, scrive il quotidiano, "ha sconvolto" la comunità italocanadese dell'Ontario.
Lo zio Frank Tassone ha ricordato come "la decisione del nipote avesse riempito d'orgoglio l'intera famiglia". Ma la sorella minore Giustina ha dichiarato al Times Colonist che erano all'oscuro della scelta di Nazzareno, benché sospettassero che fosse andato in Turchia con l'intento successivo di arruolarsi. "Anche se non ce l'aveva detto, lo amiamo sempre - ha aggiunto la sorella - e vogliamo sia ricordato per chi era e per quanto ha fatto per il popolo curdo".
In un rito commemorativo Giustina lo ha definito "un eroe e un martire", ma la famiglia non intende tenere la cerimonia funebre finché la salma non sarà rimpatriata. Il Toronto Kurdish Community Centre ha reso noto che finanzierà le spese di traslazione e per i funerali del giovane. Nella comunità italocanadese la sorte di Nazzareno Tassone è paragonata a quella di Nathan Cirillo, il soldato ammazzato a Ottawa il 22 ottobre 2014 durante l'attacco al Parlamento di un terrorista islamico, mentre prestava servizio di guardia al Monumento ai Caduti. Già un altro cittadino canadese perse la vita come soldato volontario contro l'Isis: John Gallagher, ucciso il 4 novembre 2015 in Siria dove si era arruolato in un'unità di combattenti occidentali, la '223', guidata da un veterano americano.
Il Ministero degli Esteri canadese non ha risparmiato un velato biasimo, invitando i giovani a non seguire l'esempio di Tassone. La posizione ha suscitato vivaci reazioni di cui si è fatto portavoce il quotidiano in lingua italiana, sottolineando che quanto accade in Medio Oriente comporta ripercussioni nel Canada e nel resto del mondo: "Il governo del Canada ha dedicato un intero dipartimento e ingenti risorse per gestire le conseguenze della minuscola porzione dei rifugiati siriani che provengono da quelle ripercussioni. Il minimo che dovrebbe fare in questo momento è cercare di recuperare i resti di Nazzareno affinché la sua famiglia possa garantire una degna sepoltura al giovane. Un cittadino canadese non merita di meno".
Il profilo Facebook "In memoria di Nazzareno Tassone" ha per immagine di copertina un mitra giocattolo colorato e tra le precedenti esperienze di lavoro lo ricorda come guardia giurata all'Impark, un parcheggio di Edmonton, e alla Canadian National Railway Company, con un diploma conseguito nel 2011 alla Saint Paul High School. L'italocanadese "manifestava grande orgoglio per quello che stava facendo e diceva che a prescindere da come andassero le cose non avrebbe abbandonato i suoi fratelli", ha riferito Mike Webster, un ex riservista che si teneva in regolare contatto con Tassone.
Questi documentava con post, foto e video la sua esperienza agli amici, dai bombardamenti dell'aviazione turca alla morte di un suo commilitone vittima di un islamista che si fece esplodere il 13 luglio scorso. Il giovane aveva progettato di restare in Siria fino a marzo prossimo: "Poi vado a casa o da qualche parte nel mondo per una settimana prima di ritornare in battaglia". Non voleva mollare fino alla disfatta dell'Isis, ma nella notte del 21 dicembre è stato vittima di un'imboscata in un villaggio a ovest di Raqqa. La sua fotografia, quella del commilitone britannico morto con lui e di altri curdi uccisi, è stata diffusa all'indomani dalla propaganda dell'Isis...

(AGI)

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