UNA DONNA GRAVEMENTE MALATA MUORE PER STRADA AD #ALEPPO EST...




Il marito ha cercato disperatamente aiuto, spingendo la moglie sulla sua sedia a rotelle per le vie fantasma della città. Ma la donna non ce l'ha fatta





 Abu Mohamed spinge una sedia a rotelle su cui è sdraiata la moglie gravemente malata e ormai incosciente. Attraversa le strade fantasma, cercando aiuto, un medico o un infermiere che possano tentare di salvare la vita della donna. Qualcuno immortala la scena; un altro si avvicina per farsi raccontare cosa sta accadendo e capire se può fare qualcosa.
La coppia ha perso la casa, distrutta dai bombardamenti, e non ha più notizie dei sette figli. Le condizioni della moglie di Abu Mohamed si sono aggravate a causa dell'assedio e il marito fa l'ultimo disperato tentativo di salvarla.
Mentre parlano, le esplosioni non si arrestano. La donna muore sulla sua sedia a rotelle, in mezzo alla strada.
La tragedia si è consumata ad Aleppo est, nel quartiere di Alsha'ar, poche ore prima della riconquista da parte delle forze del regime, sostenute dall'artiglieria russa.
Testimoni oculari denunciano che molti civili, in fuga dai quartieri dove stanno entrando le milizie governative, sono stati uccisi dai bombardamenti mirati.
I reporter del luogo hanno divulgato la notizia di Abu Mohamed, continuando a denunciare le violenze sulla popolazione. “Non importa, tra poco verremo tutti uccisi o arrestati”, scrive un giornalista, commentando la mancanza dei diritti fotografici sull'accaduto.
Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha annunciato l'8 dicembre che l'esercito governativo siriano ha sospeso i combattimenti ad Aleppo est per consentire l'evacuazione dei civili intrappolati nella zona dei combattimenti. Le agenzie di stampa riportano che gli attacchi non sono stati completamente interrotti.
Nelle ultime settimane l'esercito governativo di Bashar al Assad ha riconquistato il 75 per cento dei territori della parte orientale della città, che negli ultimi quattro anni sono state nelle mani dei ribelli...
(The Post Internazionale)

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