Perché il Viminale non ha protetto i nomi degli agenti? Troppa enfasi...




L'operazione è stata importante, ma la voglia di festeggiarla è stata irresponsabile


Onofrio Dispenza

Ci mancano solo pochi dettagli, come il numero di scarpa, poi dell'agente che la scorsa notte ha ucciso l'attentatore dell'Isis di Berlino sappiamo tutto. Sanno tutto. Certo, hanno oscurato il profilo Facebook dell'agente, ma solo quando tutti avevano potuto visitarlo e leggerlo attentamente. Quel che è accaduto questa mattina appare irresponsabile e stupido.
 In un momento così delicato, dire nome e cognome, diffondere foto, indirizzare i giornalisti al paese natale dell'agente per una sostanziale identificazione di ogni componente della famiglia, è profondamente stupido, un atto di vanità che può costare caro. In tv, nel frattempo, passano le immagini delle corsie dell' ospedale di Monza dove l'agente è stato soccorso e operato ed ora è ricoverato. Anche questo si sa abbondantemente. Corsie aperte alle visite, si vede dalle immagini che scorrono dietro i giornalisti delle dirette. E solo a metà giornata, quando il danno era stato fatto, le autorità dicono "Pericolo ritorsioni".
 Ma dai, davvero?! E allora, non ci potevamo pensare prima,  mettendo il più stretto riserbo sull'identità dei due bravi agenti? Perché credete che gli uomini delle squadre che catturarono Riina, Brusca e Provenzano avevano il passamontagna? Per il freddo? Peraltro, mi sia consentita una incursione investigativa: l'uomo dell'Isis (c'è stata la rivendicazione, c'è il video di Amri, prima dell'attentato di Berlino) in quello spiazzo del centro commerciale, in piena notte, non aveva motivo d'esserci se non per aspettare qualcuno che avrebbe dovuto prenderlo, ospitare, unirsi a lui per un'azione a Milano che sembra essere annunciata proprio dal video che anticipa l'azione di Berlino.
 Quel che non è stato prudentemente fatto dalle autorità, troppo frettolosamente catturate dall'orgoglio di sbandierare la riuscita, seppure casuale dell'operazione, è ora oggetto di riflessione sui social. In tanti a chiedersi se non sarebbe stato meglio una salutare fetta di prudenza, per non esporre i nostri bravi agenti, per non esporre il Paese ad una ritorsione. Per rendere più pesante il tutto, ci ha pensato Il Tempo, il quotidiano romano, che ha pubblicato la foto (quanto utile?) dell'attentatore di Berlino a terra, senza vita, dopo la sparatoria di questa notte. Sulla foto, con fierezza, una bella scritta "Esclusiva". Pure questo in questo 23 dicembre carico di tensione e di angoscia che offuscano il legittimo sollievo...

(Globalist)

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