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Tutti gli uomini del presidente, e il mondo trema...




Una squadra di super falchi per The Donald. Era scontato, ma coi primi nomi ufficiosi, da Teheran all’Avana il mondo trema. Dall’impunità per i poliziotti bianchi dalla pistola facile al possibile ritorno della guerra fredda su fronti diversi rispetto al passato.



Due mesi, da qui al 20 gennaio, per abituarci noi all’idea e loro, i superconservatori americani seguaci di Trump, per organizzarsi e prendere tutto quello che conta delle stanze del potere nel Paese più potente del mondo. Almeno 4.000 posti di nomina pubblica. Escono i primi nomi della nuova amministrazione e il mondo inizia a tremare.
Segretario di Stato-ministro degli esteri
A Teheran e all’Avana, intanto, si preparano a tornare alla «guerra fredda» pre Obama. Leggono, anche in quelle capitali, i nomi che circolano per la sostituzione di John Kerry: Newton Gingrich e John Bolton.
‘Newt’ Gingrich -ci ricorda Guido Molteni su il Manifesto– è una vecchia conoscenza della politica washingtoniana. Speaker della camera negli anni 90, aveva una grande carriera davanti, proponendosi come l’anti-Clinton repubblicano.
Ambedue i possibili Segretario di Stato, sono stati le voci più critiche verso la politica internazionale di Obama, in particolare sulla distensione con Cuba e con l’Iran. Accordo sul nucleare iraniano e apertura a Cuba che traballano.
Attorney general-ministro della giustizia
O Rudy Giuliani, il sindaco-sceriffo della «tolleranza-zero» di New York, o Chris Christie, il ‘governatore gaglioffo’ del New Jersey che fece creare ad arte maxi ingorghi all’ingresso di un ponte che collega il suo stato con Manhattan per inguaiare il sindaco, democratico, della cittadina dove inizia quel ponte, colpevole di non essere passato dalla sua parte.
Christie è ormai conosciuto non solo per il Bridgegate ma anche per le sue pose da bullo ridotto però a fare letteralmente il domestico di The Donald. Entrambi sono in corsa come attorney general.
Quale il loro profilo politico?
Domanda chiave. Qual è l’amalgama della nuova squadra presidenziale? Secondo molti osservatori, Donald Trump è meno ottuso, meno cattivo, meno «falco» di ognuno di loro. La corsa a rassicurare la stessa piazza americana inquieta e mezzo mondo.
«Faranno squadra, non faranno gli squadristi», è la traduzione all’italiana della speranza di quasi tutti. Con forti dubbi rispetto ai nomi che sembrano ormai confermati.
I cosiddetti «tecnici» che sono entrati nella rosa dei candidati a posti di ministri di massimo rilievo. Nomi come Stephen Hadley, uomo chiave della presidenza di George W. Bush, o di un altro super falco, l’ex generale Michael Flynn, già capo dell’intelligence militare, entrambi indicati per la guida del Pentagono.
Sicurezza nazionale e mondo insicuro
Ricordate Dick Cheney e Donald Rumsfeld, della guerra di Bush junior in Iraq? Quelli delle armi di distruzione di massa inventate. Qualcuno più falco e aggressivo di loro. John Bolton, detto ‘baffi da tricheco’, ambasciatore all’Onu all’epoca di Bush.
Bolton è stato, con Cheney, la voce più critica verso la politica internazionale di Obama, in particolare sulla distensione con Cuba e con l’Iran. Accordo sul nucleare iraniano e apertura a Cuba, fiori all’occhiello dell’amministrazione  Obama, ora in pericolo.
La sua nomina a segretario di stato o a consigliere per la sicurezza nazionale sarebbe il segnale più chiaro della cancellazione in tempi brevi delle intese siglate con Teheran e con L’Avana.
Tesoro, banchieri e petrolieri, e Junior
Segretario al Tesoro, posto di potere economico decisivo, è la poltrona a cui punta Steve Mnuchin, a lungo ai vertici di Goldman & Sachs
Più combattuto il ruolo di segretario agli interni a cui puntano in molti. Forrest Lucas, cofondatore dell’omonima società petrolifera. Col problema che al posto di ‘ministro degli interni’ Usa ci puntano anche Donald Trump jr e Sarah Palin, ex governatrice dell’Alaska, ex candidata vice presidente, detta ‘barracuda’, ed è quanto basta.
Capo dello staff , la poltrona più importante nella macchina organizzativa della Casa bianca, potrebbe essere Reince Priebus, il presidente del Partito repubblicano che non ha mai mollato Trump anche quando tutto l’establishment del Gop, il partito repubblicano, aveva scomunicato The Donald...

(RemoContro)

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