Bataclan: ad un anno dalla strage torna la musica con Sting...




La Francia si prepara a ricordare gli attentati e le sue vittime tra commozione e voglia di ricominciare. Al Bataclan è concerto.



"Stasera abbiamo due compiti: onorare i morti e ricominciare la vita. Non li dimenticheremo". Sting è entrato in scena parlando in francese nella grande arena del Bataclan, la sala concerti di Parigi colpita dai terroristi dell'Isis. La prima canzone è stata 'Fragile', scritta da Sting nel 1987.

Era la sera del 13 novembre 2015 a Parigi quando, tra un bicchiere di vino in un bistrot e l'entusiasmo di un concerto rock, gli spari di un kalashnikov hanno cambiato il profilo dell'Europa. Centotrenta vittime, per lo più ragazzi, tra i quali anche la giovane ricercatrice italiana Valria Solensin, in un attentato di matrice islamica che ha colto all'improvviso la capitale francese e il mondo.

Un dolore ancora acuto che i francesi non dimenticheranno mai. Dalla partita interrotta dalle esplosioni allo Stade de France al sangue che colava dai marciapiedi, passando per i tavolini della Belle Equipe, del Carillon, del Petit Cambodge, della Bonne Biere, di Casa Nostra, del Comptoir Voltaire. E negli occhi rimarranno le immagini della carneficina al Bataclan, l'11 settembre francese di una Paese atterrito, ancora sotto shock, ancora alla ricerca di tutti gli assassini e di tutti gli errori commessi.

Ma la voglia di voltare pagina e ripartire è più forte della paura. Il Paese non vuole più - come hanno ripetuto Francois Hollande e Manuel Valls - "continuare a piangere i suoi morti". Non vuole aver paura di uscire la sera o di mandare i propri figli a scuola. C'è uno stato d'emergenza in vigore a ricordare quella serata tragica, ci sono le inchieste in corso tra Francia e Belgio, e l'unico esecutore materiale ancora in vita, il fuggiasco Salah Abdeslam, murato vivo in una cella del carcere di massima sicurezza di Fleury-Merogis. Non ha detto ancora una parola e, dice il suo ormai ex avvocato, continua a radicalizzarsi sempre più.

Nonostante le prime difficoltà, con strade e ristoranti deserti,pirati informatiche che seminavano il terrore annunciando nuovi attentati, i parigini hanno reagito. La voglia di voltare pagina e ripartire è palpabile. Il 10% dei turisti ha abbandonato quest'anno la Francia ma ci sono i primi timidi segnali di ripresa dopo due anni da dimenticare, a partire dal 7 gennaio 2015, inizio della sanguinosa stagione del terrorismo a Parigi con la strage nella redazione di Charlie Hebdo. C'è sobrietà annunciata nelle celebrazioni, cominciate simbolicamente con un omaggio - ieri 11 novembre, anniversario dell'armistizio nella Grande Guerra - ai morti di un conflitto lontano. Ognuno dei sobri ricordi delle stragi jihadiste sarà affiancato a un segnale di ripresa, a uno slancio di vita.

Ieri sera si sono fermati per un minuto i protagonisti di Francia-Svezia mentre al Bataclan i proprietari hanno voluto che fosse la musica, con un grande concerto di Sting, a dare il via alla nuova stagione stasera, prima ancora dell'omaggio delle autorità e della lapide che sarà scoperta domenica. Si riparte da dove ci si era fermati, dalla musica rock. E domenica, mentre si scopriranno targhe e si elencheranno i nomi di tante persone uccise, soprattutto giovani e giovanissimi, al Canal Saint-Martin, luogo di ritrovo "cult" dei ragazzi parigini, si accenderanno migliaia di lanterne. Una candela, dalle finestre di tutte le case di Francia, dovrà essere il simbolo del ricordo e della vita che riprende...

(Globalist)

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