Rischia di diventare cieca in prigione: appello di Amnesty per la curda Jalalian...




L'attivista è in una cella in Iran, condannata all'ergastolo dopo un processo definito iniquo

                                                 Zeinab Jalalian (la seconda da sinistra)


Donna, curda, prigioniera politica, ora è in una prigione iraniana dopo un processo definito da alcuni iniquo e in pericolo imminente di diventare cieca, anche perché le viene negato un adeguato trattamento medico.
Amnesty International ha denunciato la vicenda di Zeinab Jalalian (un caso di cui si parla da molto tempo) che sta scontando una condanna all'ergastolo. "Le autorità hanno continuato a negare il trattamento medico specializzato di cui ha bisogno per una patologia oculare che è in peggioramento".
In un rapporto pubblicato nel mese di luglio Amnesty ha sostenuto che il rifiuto di cure mediche nelle prigioni iraniane è stato  documentato in molti casi: un metodo per intimidire, punire o umiliare i prigionieri politici, o per strappare confessioni forzate o dichiarazioni di pentimento". Tra l'altro il Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulla detenzione arbitraria (Wgad) ha sostenuto che l'Iran aveva arbitrariamente arrestato Jalalian e in una dichiarazione ha invitato le autorità iraniane a non sottoporre la donna curda "a  ulteriori torture o maltrattamenti.
Zeinab Jalalian, 32 anni, era impegnata nell'attivismo sociale e politico. In particolare il suo ruolo consisteva nell'assistere le donne curde, fornendo istruzione e servizi sociali in Iran e in Iraq. Prima dell'arresto aveva visitato un liceo iraniano dove aveva parlato dei diritti delle donne. Il 10 marzo 2008 mentre Jalalian stava viaggiando su un autobus da Kermanshah a Sanandaj, l'arresto da parte di quattro agenti dell'intelligence di Tehran e la prigione...

(Globalist)


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