La figlia dell'archeologo trucidato dall'Is: "Loro non sono l'Islam, Palmira deve tornare alla vita"...






"E' un onore che sia stato dedicato un premio alla memoria di mio padre qui a Paestum". Lo ha detto all'Adnkronos Fayrouz Asaad, archeologa e figlia di Khaled al-Asaad, direttore generale delle antichità di Palmiratrucidato dall'Is nell'agosto del 2015, a Paestum in occasione della Borsa mediterranea del turismo archeologico dove gli è stato dedicato il Premio International Archeological Discovery Award.
"Non avrei mai pensato che la fine della vita di mio padre fosse questa. Sono molto addolorata. Tanta gente mi ha dato coraggio, speriamo di lavorare tutti insieme per riportare Palmira a quello che era prima. Cosa penso dell'Is? Non sono persone, gli animali sono più importanti di loro. Non sono musulmani, il nostro Islam non è così. Hanno fatto tutto sotto il nome dell'Islam ma non sono islamici", ha aggiunto l'archeologa che ha poi incontrato il Ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini.
"Spero che tutte le persone che amano Palmira, lavorino per riportare Palmira a come era prima, perché deve tornare alla vita, per accogliere visitatori da tutto il mondo perché è un patrimonio dell'umanità", ha aggiunto Fayrouz Asaad che dall'uccisione del padre vive in Germania.
"Che cosa rappresentava e cosa rappresenta oggi Palmira? Ai miracoli Palmira è abituata. Del resto il suo nome in aramaico è Tadmar che significa appunto miracolo. Palmira è in mezzo al deserto e c'è l'acqua sulfurea, è stato il più importante punto della Via della Seta. E' una città complicata. Le persone quando arrivano a Palmira è come se arrivassero in pellegrinaggio. Oggi però i più importanti monumenti sono andati persi, come anche il museo. Per questo è importante che tutto il mondo contribuisca a sanare le ferite prodotte dall'Is e a riportare la città com'era prima"...

(Adnkronos)

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