Eletto il nuovo Papa nero, storia e leggenda del leader dei Gesuiti...




Il venezuelano Sosa Abascal è il 30esimo successore di Sant'Ignazio di Loyola. La carica spiegata in cinque punti.



Si chiama Arturo Sosa Abascal, è nato in Venezuela 68 anni fa, ed è il nuovo preposito generale della Compagnia di Gesù, il cosiddetto 'Papa nero', il trentesimo successore di Sant'Ignazio di Loyola.
PRIMO NON EUROPEO. Sosa Abascal, eletto il 14 ottobre dalla 36esima congregazione generale dei Gesuiti, viene dal Sud America come papa Francesco, il gesuita più famoso al mondo, ed è il primo leader della Compagnia non europeo in 500 anni di storia.
Ma cosa è il papa nero? Perché si chiama così? Come viene eletto?

1. Leader della congregazione più numerosa al mondo

Il ruolo per cui è stato scelto Padre Sosa Abascal è quello di moderatore supremo dei gesuiti, che nella Compagnia fondata da Sant'Ignazio di Loyola prende il nome di Preposito generale. Secondo il diritto canonico ha potestà su tutti i membri, le case e le province della congregazione più numerosa al mondo, con 16.740 membri.

2. Nero come la veste che indossa

L'attributo nero è legato al colore della sua vesta. L'appellativo di papa alla durata a vita della carica e al grande potere che da sempre ha il leader della Compagnia di Gesù sulla vita della Chiesa.
UN GESUITA ALLA SANTA SEDE. Il filo diretto col Vaticano è testimoniato dal fatto che, per tradizione, il pontefice è il primo a venire informato del nome del nuovo preposito generale. E ora che alla guida della Santa Sede c'è un gesuita come Jorge Mario Bergoglio, i legami sono ancora più stretti.

3. Eletto senza lobby né cordate

Il Preposito generale della Compagnia di Gesù viene eletto a Roma dalla Congregazione generale dell'ordine, composta dai superiori provinciali e da due religiosi professi per ogni provincia. Non ci sono candidati, e il Preposito generale può essere scelto anche al di fuori dell'assemblea dei grandi elettori, così come il papa può anche non essere un membro del Conclave.
INCONTRI A DUE A DUE. Il voto viene preceduto da quattro giorni dimurmuratio, una serie di incontri a due tra i grandi elettori, ma non possono esserci consultazioni allargate, in modo da evitare la formazione di cordate e lobby. Per essere eletti serve il 50% più uno degli elettori, che nel 2016 erano 215.

4. Incarico che dura una vita

Il papa nero rimane in carica a vita, ma può comunque dimettersi. L'hanno fatto Adolfo Nicolás, penultimo della serie, e il suo predecessore Peter Hans Kolvenbach, entrambi al compimento degli 80 anni. Prima non era mai successo, segno evidente di uno strappo alla regola che sembra già diventato consuetudine.
MODIFICA DELLO STATUTO BOCCIATA. Nel recente passato era stata proposta una modifica allo statuto della Compagnia, introducendo un limite temporale al mandato. Ma Benedetto XVI diede parare negativo.

5. Il Papa nero e la fine del mondo

La figura del Papa nero è avvolta dal mistero anche per via delle profezie che la riguardano. La più celebre è quella di Nostradamus, secondo cui il mondo sarebbe finito con l'avvento del Papa nero.
È BERGOGLIO IL PAPA NERO DI NOSTRADAMUS? Quando Jorge Mario Bergoglio è stato scelto dal Conclave del 2013 per guidare la Chiesa cattolica, molti hanno visto in lui il Papa nero della profezia proprio a causa della sua appartenenza all'ordine dei Gesuiti (di cui, però, Bergoglio non è mai stato Preposito generale). Ad alimentare le tesi dei 'complottisti' ci hanno pensato anche altri due riferimenti di Francesco riconducibili alle profezie di Nostradamus e del vescovo irlandese del 1.140 Malachia: quello al pontificato breve e la celebre frase: «Sapete che il dovere del Conclave era di dare un vescovo a Roma. Sembra che i miei fratelli cardinali sono andati a prenderlo quasi alla fine del mondo»...

(Lettera 43)

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