Siria: 3804 civili morti sotto i raid, iniziati un anno fa...
I dati di Ondus a un anno esatto dall'inizio dei bombardaenti russi sulla Siria. Intanto oggi nei raid distrutta la pompa d'acqua che serviva Aleppo est
3.804 morti: è questo il bilancio dei civili morti fornito dall' Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus) a un anno esatto dall'inizio dei raid russi sulla Siria. Ondus ha precisato che tra le vittime ci sono 906 minorenni. Tra i morti anche 2.746 miliziani dell'Isis e 2.814 di gruppi ribelli, fondamentalisti e qaedisti del Fronte Fatah ash Sham (ex Al Nusra). Secondo l'Ondus, nei due anni di bombardamenti della Coalizione internazionale a guida Usa, fino al 23 settembre, sono morti 611 civili su un totale di 6.213 uccisi.
Nei raid distrutta pompa d'acqua che serviva Aleppo. Nonostante le cifre sui morti, non si sono fermati i bombardamenti sull martoriata città di Aleppo che oggi ha subito un altro duro colpo: è stata distrutta stamani da raid aerei russi e governativi siriani la principale pompa d'acqua che forniva la parte est della città, zona controllata dagli insorti, assediata dai lealisti. A riferirlo è stata la Società idrica siriana, citata dall'Aleppo Media Center: secondo la società i ripetuti attacchi aerei compiuti stamani hanno distrutto e reso inservibile la pompa situata a Suleiman Halabi, a est della città.
Scontri armati sono in corso nel cuore di Aleppo, attorno alla Cittadella simbolo della città e patrimonio mondiale dell'Unesco, come hanno riferito alcuni testimoni oculari. Secondo queste fonti le forze governative tentano di aprirsi varchi tra le linee degli insorti asserragliati a est della cittadella. I lealisti controllano invece la collina della cittadella e tre quarti del perimetro dell'antico edificio.
La Russia ha "rinforzato" il suo contingente aereo in Siria, nella base di Latakia, e sarebbe pronta a farlo di nuovo, questa volta inviando un "folto gruppo" di Su-25, jet di attacco al suolo in grado di aumentare in modo sostanzioso la "frequenza" dei raid aerei contro le posizioni di miliziani. Lo riporta il quotidiano Izvestia, che cita una fonte "militare diplomatica"...
(Globalist)











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