Migliaia di bambini siriani uccisi nell'indifferenza generale del mondo...
Oscar Nicodemo
I bambini di Aleppo sono come quelli di Madaya e di qualsiasi altra città bombardatadella Siria, sofferenti e costretti a vivere in un clima di terrore, privati della loro infanzia quando sono fortunati, dell'esistenza quando avversati dalla mala sorte. Nell'ultima settima ne sono morti cento, e di feriti se ne contano il triplo. Vittime diuna guerra tanto crudele, dove tutti quelli che vi combattono finiscono per essere responsabili di un genocidio infantile inaudito, affrontano ogni giorno disagi e paure che un bambino non dovrebbe conoscere mai. Vedono la propria casa crollare sotto l'effetto devastante delle bombe, dalle cui macerie, talvolta, riescono a uscire vivi; altre volte, no. Provano angosce terrificanti, dove il dolore della perdita di un fratellino, una sorellina, o dei genitori marchia a fuoco la loro vita, rendendola uno strazio. Ansimano nel silenzio della paura e del supplizio, versando lacrime di preghiera per una pace che ancora una volta, il giorno dopo, non verrà.
Tutto intorno a loro si fa grigio, funereo, lugubre. Niente si muove, tutto sembra cristallizzato come in una macabra fotografia. Solo pietre su pietre, che prima erano case, luoghi, famiglia. E polvere, e ancora polvere, che sa di dimenticanza, abbandono, oblio. Un inferno, dove innocenti subiscono le nefandezze della specie umana, come se un simile martirio si rendesse necessario e inevitabile. E spendersi in congetture per biasimare un conflitto che ha causato orrore a dismisura diventa persino un esercizio insostenibile. La tragedia umana della guerra civile in Siria non ammette speculazioni politiche o partigianerie di sorta, tanta è la compassione che genera e la pietà che muove. Ciò non vuol dire che non se ne debbano indagare le cause e le responsabilità.
Chi ha distrutto dimore, scuole e ospedali per assestare colpi al nemico, non ha tenuto certamente conto della possibilità di spezzare le esistenze di persone indifese che non volevano la guerra e non vi partecipavano. Tanto meno si è preoccupato dei diritti sacrosanti della popolazione infantile. Migliaia di bambini siriani sono stati uccisi nell'indifferenza generale del mondo, sebbene le organizzazioni umanitarie, medici e volontari avessero sollevato la tragedia che li riguardava, sollecitando le istituzioni e gli organi di informazione internazionali. A quelli ancora in vita, l'umanità rappresentata dalle nazioni deve garantire, in virtù dei principi che ne reggono le democrazie e la vita sociale, il diritto alla sopravvivenza, alla casa, all'educazione, al gioco. Sterminarli è l'atrocità più orribile di cui un esercito, non importa quale, possa rendersi colpevole. Ignorarlo è una forma ignobile di complicità...
(L'Huffington Post)











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