Croazia nazionalista, destra o sinistra purché anti Belgrado...




Elezioni in Croazia. Nei sondaggi, testa a testa tra i nazionalconservatori della Hdz ora al potere, e i socialdemocratici dell’Sdp, ora opposizione. La sola cosa condivisa, l’ostilità con Belgrado. Memorie di passato prossimo e passato remoto. E la cronaca attuale ci racconta di fascio-tifoserie e di spie e di antichi livori mai risolti. Con passato del regime nazisfascista Ustascia mai risolto nella Croazia post jugoslava.



Croazia. Le guerre vere e più sanguinose a volte iniziano per prova in un campo di calcio. Nel maggio 1990, a dare formalmente il via alla dissoluzione violenta della Jugoslavia furono gli incidenti nella partita tra Dinamo Zagabria e Stella Rossa di Belgrado, allo stadio Maksimir di Zagabria.
Dal calcio alla pallanuoto, la stessa fascio-tifoseria organizzata e foraggiata, in questi giorni sempre a Zagabria, dove una ventina di persone mascherate hanno aggredito sei giovani pallanuotisti serbi del Partizan di Belgrado, causando loro traumi, contusioni e fratture.
A Belgrado imbarazzo per il commissario europeo per l’allargamento della Ue, l’austriaco Johannes Hahn, costretto ad elogiare il premier liberalriformista ed europeista Aleksandar Vucic per il ‘comportamento responsabile’, di fronte “alle ripetute dichiarazioni provocatorie provenienti da Zagabria”.
Imbarazzo perché è la nazionalista Croazia ad essere Stato membro, mentre la più moderata Serbia di oggi è ancora sotto esame Ue, o sarebbe più giusto dire, della Nato. Mentre crescono le tensioni tra i due paesi politicamente, economicamente, militarmente più importanti nell’ex Jugoslavia.
In Croazia oggi elezioni politiche anticipate. I sondaggi raccontano di un testa a testa tra i nazionalconservatori della Hdz ora al potere e i socialdemocratici. Un quasi pasticcio con possibile stallo politico in un Paese che chiede lotta alla corruzione dilagante e riforme per la crescita economica, tra le più deboli della Ue.
Ma è il contesto regionale di tensioni crescenti a pesare di più sul voto. Ne fa una attenta sintesi Andrea Tarquini su Repubblica. Ancora i processi per crimini della guerra nella ex Jugoslavia, le malinconie nazifasciste del regime Ustascia in Croazia, una recentissima storia di spie e una eterna gara al primato tra cugini slavi del sud.
La Croazia è accusata da Belgrado di boicottare i negoziati per l’adesione serba all’Unione. Zagabria contesta la richiesta di Belgrado di processare anche i presunti criminali di guerra croati che distrussero la Jugoslavia. Altri fantasmi del passato, le atrocità nella seconda guerra mondiale contro ebrei, rom, serbi, partigiani e comunisti da parte del regime nazifascita Ustascia, non del tutto passato, se, come documentato, il saluto ustascia a mano tesa è ancora in uso nei ranghi delle forze armate croate.
O la esaltazione della discussa figura del poco beato cardinale Stepinaz, voluto santo dal papa polacco, ma molto poco santo per la storia nota delle persecuzioni nazifasciste in Europa.
Persino The Economist, il Jerusalem Post, i maggiori media tedeschi e Usa, il Centro Simon Wiesenthal per la caccia ai crimini nazisti, hanno sottolineato la pericolosità di questi revivals e non solo a Zagabria. La Unione europea è avvertita, anche se su certe situazioni forse preferisce risultare distratta.
Ovviamente certe spinte a destra, certi umori nostalgici favoriscono, in casa serba, lo spazio politico per gli orfani di Slobodan Milosevic.
Infine la quasi divertente storia della superspia della Vsoa, l’intelligence militare croata, arrestata dagli agenti speciali della Bezbednosno-Investigativna Agencja, i servizi segreti serbi.
Pochi giorni fa dunque una spia della Vsoa, l’intelligence militare croato, è stata arrestata dagli agenti della Bia, i servizisegreti serbi. Zagabria ha minimizzato fino all’ultimo, ma il suo 007 per anni avrebbe passato -anche alla Nsa americana- segreti definiti ‘vitali’ per la sicurezza nazionale serba. Ha patteggiato e ottenuto una riduzione della pena da 10 a 3 anni, probabilmente vuotando il sacco sulla sua rete di spie in Serbia.
Pochi i dettagli filtrati dagli ‘investigative reporters’ di B92 serba e dal sito croato Index.hr. Lo 007 arrestato di cui viene taciuto il nome, ha doppia cittadinanza, croata e serba. Da anni avrebbe lavorato per la Vsoa. Passando informazioni su ex ufficiali dell’armata di Milosevic accusati di crimini di guerra in Croazia, e recentemente, informazioni su organizzazione e struttura nelle forze armate serbe...

(RemoContro)

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