Rio 2016, il Brasile è un Paese allo sbando...
Il 5 agosto Olimpiadi al via. Ma il Brasile vive un'escalation di crimini e delitti. Spuntano anche magia nera e cannibali. E la polizia è senza stipendio.
di Lorenzo Mantelli
Le parole dell'ex calciatore Rivaldo avevano scatenato un vespaio di polemiche.
«Consiglio a tutti quelli che vogliono venire in Brasile per le Olimpiadi 2016 di rimanere nel loro Paese di origine», aveva detto il Pallone d'Oro del 1999, «perché qui saranno in pericolo di vita».
Era maggio. Un messaggio postato su Instagram all'indomani dell'ennesimo brutale episodio di cronaca nera che aveva sconvolto il Paese, l'omicidio di una 17enne a Rio de Janeiro.
Solo una delle migliaia di vittime che la criminalità locale colleziona ogni anno.
E anche quaggiù è arrivato lo spauracchio dell'Isis: il 21 luglio sono state arrestate 10 persone che secondo la polizia preparavano attentati in nome del Califfato.
SICUREZZA A REPENTAGLIO. L'instabililà politica del Paese, con Dilma Rousseff sostituita da Michael Temer dopo il via libera di Camera e Senato al procedimento di impeachment, e le condizioni economiche drammaticamente peggiorate per gran parte della popolazione hanno creato terreno fertile per il proliferare di violenze e crimini.
Episodi che hanno di nuovo posto l'accento sulla sicurezza del Paese sudamericano, a un mese dall'inizio dei Giochi, in programma dal 5 al 21 agosto.
STUPRI, SPARATORIE E OMICIDI. Alcuni esempi?
A fine maggio l'intero Brasile è stato scosso dall'orrore di uno stupro di gruppo che ha visto una 16enne oggetto di violenza da parte di oltre 30 uomini nella zona Ovest di Rio.
A distanza di pochi giorni un bambino di 10 anni è morto nel corso di un conflitto a fuoco dopo aver ingaggiato una sparatoria con la polizia in seguito al furto di un'auto.
E a fine giugno un gruppo di uomini armati ha preso d'assalto un ospedale di Rio de Janeiro per liberare un sospetto trafficante di droga, innescando una scontro a fuoco con gli agenti in cui è rimasto ucciso un paziente.
«Consiglio a tutti quelli che vogliono venire in Brasile per le Olimpiadi 2016 di rimanere nel loro Paese di origine», aveva detto il Pallone d'Oro del 1999, «perché qui saranno in pericolo di vita».
Era maggio. Un messaggio postato su Instagram all'indomani dell'ennesimo brutale episodio di cronaca nera che aveva sconvolto il Paese, l'omicidio di una 17enne a Rio de Janeiro.
Solo una delle migliaia di vittime che la criminalità locale colleziona ogni anno.
E anche quaggiù è arrivato lo spauracchio dell'Isis: il 21 luglio sono state arrestate 10 persone che secondo la polizia preparavano attentati in nome del Califfato.
SICUREZZA A REPENTAGLIO. L'instabililà politica del Paese, con Dilma Rousseff sostituita da Michael Temer dopo il via libera di Camera e Senato al procedimento di impeachment, e le condizioni economiche drammaticamente peggiorate per gran parte della popolazione hanno creato terreno fertile per il proliferare di violenze e crimini.
Episodi che hanno di nuovo posto l'accento sulla sicurezza del Paese sudamericano, a un mese dall'inizio dei Giochi, in programma dal 5 al 21 agosto.
STUPRI, SPARATORIE E OMICIDI. Alcuni esempi?
A fine maggio l'intero Brasile è stato scosso dall'orrore di uno stupro di gruppo che ha visto una 16enne oggetto di violenza da parte di oltre 30 uomini nella zona Ovest di Rio.
A distanza di pochi giorni un bambino di 10 anni è morto nel corso di un conflitto a fuoco dopo aver ingaggiato una sparatoria con la polizia in seguito al furto di un'auto.
E a fine giugno un gruppo di uomini armati ha preso d'assalto un ospedale di Rio de Janeiro per liberare un sospetto trafficante di droga, innescando una scontro a fuoco con gli agenti in cui è rimasto ucciso un paziente.
A Rio 12 uccisioni al giorno
(© GettyImages) Soldati dell'esercito schierati lungo le strade di Rio de Janeiro.
Lo Stato di Rio de Janeiro, in particolare, è uno dei più violenti del Paese: da gennaio ad aprile 2016 si contano 1.700 omicidi, 12 al giorno.
Gli scontri tra bande rivali di narcotrafficanti e l'eccesso di violenza della polizia hanno innescato una sequenza di morti da Paese in stato di guerra: una situazione di emergenza che si è deciso di fronteggiare schierando per le Olimpiadi 85 mila uomini tra militari e corpi speciali della polizia, il doppio di quanti ne sono stati utilizzati per i Mondiali del 2014.
IN MEDIA 13 ASSALTI ALL'ORA. Furti, rapine e omicidi, secondo un rapporto diO Globo, sono aumentati del 15% da inizio 2016: per il quotidiano sono 428 al mese, 14 al giorno, nel solo Stato di Rio.
Furti e rapine per le strade cittadine nei primi cinque mesi dell'anno ha raggiunto quota 48.429, in media 13 assalti ogni ora.
POLIZIA SENZA STIPENDIO. Rio, insomma, pare una città in balìa della criminalità, con le forze dell’ordine incapaci di dare alcun tipo di risposta e paralizzate dal blocco degli stipendi.
I primi turisti sbarcati in Brasile sono stati accolti dagli striscioni di protesta delle forze dell'ordine, che recitavano un decisamente poco incoraggiante «Benvenuti all'inferno».
Il governatore Francisco Dornelles, infatti, decretando lo stato di calamità pubblica per via della situazione economica disastrata, ha ordinato l'immediata sospensione del pagamento dei servizi offerti da tutti i dipendenti pubblici. Innescando la rumorosa protesta degli agenti.
Gli scontri tra bande rivali di narcotrafficanti e l'eccesso di violenza della polizia hanno innescato una sequenza di morti da Paese in stato di guerra: una situazione di emergenza che si è deciso di fronteggiare schierando per le Olimpiadi 85 mila uomini tra militari e corpi speciali della polizia, il doppio di quanti ne sono stati utilizzati per i Mondiali del 2014.
IN MEDIA 13 ASSALTI ALL'ORA. Furti, rapine e omicidi, secondo un rapporto diO Globo, sono aumentati del 15% da inizio 2016: per il quotidiano sono 428 al mese, 14 al giorno, nel solo Stato di Rio.
Furti e rapine per le strade cittadine nei primi cinque mesi dell'anno ha raggiunto quota 48.429, in media 13 assalti ogni ora.
POLIZIA SENZA STIPENDIO. Rio, insomma, pare una città in balìa della criminalità, con le forze dell’ordine incapaci di dare alcun tipo di risposta e paralizzate dal blocco degli stipendi.
I primi turisti sbarcati in Brasile sono stati accolti dagli striscioni di protesta delle forze dell'ordine, che recitavano un decisamente poco incoraggiante «Benvenuti all'inferno».
Il governatore Francisco Dornelles, infatti, decretando lo stato di calamità pubblica per via della situazione economica disastrata, ha ordinato l'immediata sospensione del pagamento dei servizi offerti da tutti i dipendenti pubblici. Innescando la rumorosa protesta degli agenti.
Oltre 2 mila vittime causate dalle forze dell'ordine
(© GettyImages) Black bloc manifestano contro le Olimpiadi di Rio.
Ma è la stessa polizia a non avere la coscienza pulita: da quando la città è stata scelta come sede dei Giochi olimpici, gli agenti in servizio - come documentato dagli studi di Amnesty International - si sono resi responsabili di circa 2.500 assassinii.
UCCISI 29 BIMBI AL GIORNO.Un rapporto pubblico di recente pubblicazione stima, infine, che nel 2013, ultimo anno con dati disponibili, siano stati 10.520 i bambini e adolescenti uccisi, con una media di 29 al giorno.
La maggioranza delle vittime sono giovani neri di sesso maschile, sono stati freddati a colpi di armi da fuoco.
Con un tasso di 4,3 omicidi ogni 100 mila abitanti, il Brasile è il terzo Paese più violento per bambini e adolescenti, preceduto solo da Messico ed El Salvador, secondo dati dell'Organizzazione mondiale della salute (Oms).
UCCISI 29 BIMBI AL GIORNO.Un rapporto pubblico di recente pubblicazione stima, infine, che nel 2013, ultimo anno con dati disponibili, siano stati 10.520 i bambini e adolescenti uccisi, con una media di 29 al giorno.
La maggioranza delle vittime sono giovani neri di sesso maschile, sono stati freddati a colpi di armi da fuoco.
Con un tasso di 4,3 omicidi ogni 100 mila abitanti, il Brasile è il terzo Paese più violento per bambini e adolescenti, preceduto solo da Messico ed El Salvador, secondo dati dell'Organizzazione mondiale della salute (Oms).
Satanismo e serial killer proliferano in silenzio
(© GettyImages) La statua del Cristo redentore sopra Rio.
Al di là dei crimini che catturano l'attenzione della stampa internazionale, tuttavia, a destare inquietudine è pure la crescente diffusione di un lato oscuro del Paese, fatto di satanismo e serial killer che raramente suscitano l'attenzione dei media di tutto il mondo.
Un fenomeno in preoccupante aumento, come testimoniato dalla scrittrice italo-brasiliana Francine Arioza, autrice del libro Il lato oscuro del Brasile, edito da Epsil.
«Ovunque non si fa altro che parlare di delitti atroci compiuti nei Paesi occidentali, a cominciare dagli Stati Uniti. Basti pensare ai libri e ai film dedicati alla figura degli assassini americani. Quello che molti non sanno, tuttavia», racconta la scrittrice a Lettera43.it, «è che in Brasile la situazione è sepre più fuori controllo. E i delitti in questione ancor più efferati».
Se la criminalità, con l'avvento imminente delle Olimpiadi, si è necessariamente presa la ribalta dei mezzi d'informazione, molti ignorano le conseguenze legate al proliferare delle sette.
UN PAESE DI CONTRASTI. «Il nostro è un Paese di contrasti e non potrebbe essere altrimenti in relazione alle diverse professioni di fede che si annidano in ogni angolo del Brasile: diverse sette hanno fatto scalpore per i loro metodi e per i rituali consumati portando alla morte e alla rovina diverse persone».
«Quando si parla di satanismo», dice Arioza, «il nostro immaginario ci porta a pensare a uomini con vestiti lunghi neri e pugnali in mano, circondati da candele e pronti a sacrificare delle vittime. Questa forse è la concezione conosciuta da milioni di persone che conoscono il termine satanismo tramite i film horror».
La realtà però è diversa: «La religione satanica moderna è caratterizzata dalla ricerca del materialismo, dell’individualismo, e da tutte le forme di negazione del cristianesimo come forma di ribellione del sistema attuale».
Un fenomeno in preoccupante aumento, come testimoniato dalla scrittrice italo-brasiliana Francine Arioza, autrice del libro Il lato oscuro del Brasile, edito da Epsil.
«Ovunque non si fa altro che parlare di delitti atroci compiuti nei Paesi occidentali, a cominciare dagli Stati Uniti. Basti pensare ai libri e ai film dedicati alla figura degli assassini americani. Quello che molti non sanno, tuttavia», racconta la scrittrice a Lettera43.it, «è che in Brasile la situazione è sepre più fuori controllo. E i delitti in questione ancor più efferati».
Se la criminalità, con l'avvento imminente delle Olimpiadi, si è necessariamente presa la ribalta dei mezzi d'informazione, molti ignorano le conseguenze legate al proliferare delle sette.
UN PAESE DI CONTRASTI. «Il nostro è un Paese di contrasti e non potrebbe essere altrimenti in relazione alle diverse professioni di fede che si annidano in ogni angolo del Brasile: diverse sette hanno fatto scalpore per i loro metodi e per i rituali consumati portando alla morte e alla rovina diverse persone».
«Quando si parla di satanismo», dice Arioza, «il nostro immaginario ci porta a pensare a uomini con vestiti lunghi neri e pugnali in mano, circondati da candele e pronti a sacrificare delle vittime. Questa forse è la concezione conosciuta da milioni di persone che conoscono il termine satanismo tramite i film horror».
La realtà però è diversa: «La religione satanica moderna è caratterizzata dalla ricerca del materialismo, dell’individualismo, e da tutte le forme di negazione del cristianesimo come forma di ribellione del sistema attuale».
Diversi ragazzi ammazzati in rituali di magia nera
(© Getty Images) Truppe della Forza Nazionale brasiliana si radunano al villaggio olimpico di Rio de Janeiro durante la cerimonia che segna il passaggio di consegna della sicurezza per le Olimpiadi dalla polizia locale a quella statale.
In Brasile molti serial killer e sette religiose uccidono confessando di essere stati ordinati da Satana.
È il caso della setta religiosa Lineamento universal superior, accusata di avere ucciso diversi ragazzi in rituali di magia nera.
PERSINO I CANNIBALI... Un altro fattore spesso collegato al satanismo e a queste sette è il cannibalismo.
Nel 2012 un caso celebre scosse la popolazione brasiliana, con ripercussioni in tutto il mondo.
Il trio Jorge Negromonte, Jessica Camila e Isabel faceva parte di una setta antisemita chiamata Cartel che combatteva contro la procreazione: per questo uccidevano le donne che, a detta loro, avevano «l’utero maledetto» per aver procreato più di un figlio.
Oltre a uccidere mangiavano i resti delle vittime come rituale di purificazione e facevano dei ripieni per le empanadas, che in seguito erano venduti in tutta la città...
È il caso della setta religiosa Lineamento universal superior, accusata di avere ucciso diversi ragazzi in rituali di magia nera.
PERSINO I CANNIBALI... Un altro fattore spesso collegato al satanismo e a queste sette è il cannibalismo.
Nel 2012 un caso celebre scosse la popolazione brasiliana, con ripercussioni in tutto il mondo.
Il trio Jorge Negromonte, Jessica Camila e Isabel faceva parte di una setta antisemita chiamata Cartel che combatteva contro la procreazione: per questo uccidevano le donne che, a detta loro, avevano «l’utero maledetto» per aver procreato più di un figlio.
Oltre a uccidere mangiavano i resti delle vittime come rituale di purificazione e facevano dei ripieni per le empanadas, che in seguito erano venduti in tutta la città...
(Lettera 43)











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