Isis, fumare è peccato: il rogo delle sigarette 'Milano'...




Una popolarissima marca porta il nome della città italiana. Ma nei territori chi fuma viene frustato. E se rifuma giustiziato.



Forse qualcuno non lo sa. Ma nei territori del Califfato, tra le tante proibizioni non c'è solo il divieto assoluto di bene alcolici, ma anche quello di fumare, che è considerato un comportamento peccaminoso. E sul fumo l'Isis è intransigente tanto da avere decapitato lo scorso anno in Siria un fumatore accanito e aver esposto la testa con la sigaretta in bocca. 

C'è da dire che le sigarette - a differenza degli alcolici - non sono proibite nei paesi islamici, ma secondo la rigida interpretazione religiosa del Califfato il fumo è equiparato ad un lento suicidio e quindi assolutamente vietato. Tant'è che il cosiddetto Dipartimento predicazione dell'Isis ha tempo fa emesso un editto per dire che il fumo porta le persone in uno stato di tranche e vanità e ciò è considerato disobbedire a Dio. 



Per chi fuma sono previste 40 frustate. Ma la prima volta. Un fumatore sorpeso una seconda volta può finire in carcere o essere giustiziato. 

Nel frattempo, mentre Isis ha bruciato e continua a bruciare milioni di pacchetti di sigarette in Iraq e in Siria, nei territori è vietata anche la musica e le donne devono portare il velo integrale. Del resto in quelle zone il problema non è che fare nel tempo libero. Il problema è cercare di sopravvivere. 

Nelle immagini un rogo delle popolarissime 'sigarette Milano", bruciate nei pressi di Raqqa in Siria...
(Globalist)

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