Migranti : i Balcani teatro di morte...






Un altro barcone carico di migranti è affondato la notte scorsa davanti alla costa dell’isola di Lesbo in Grecia: a bordo c’erano 46 persone e 26 risultano disperse. Ieri nelle stesse acque è affondato un barcone con 27 persone a bordo: nella sciagura è morta una bimba di cinque anni e 13 persone risultano disperse, mentre 13 sono state salvate.
Un totale di 12.000-13.000 migranti sono arrivati in Austria nel corso della giornata di ieri: lo ha detto il direttore della Croce Rossa austriaca, Gerry Foitik, all’agenzia Apa. La Bbc online scrive che i migranti erano stati inviati dalla Croazia in Ungheria, che a sua volta li ha mandati in Austria.
Nel caos dei Balcani alle prese con il dramma dei profughi, è esplosa la tensione fra Ungheria e Croazia dopo che il governo di Zagabria ha deciso di smistare verso la frontiera magiara e slovena le migliaia di migranti riversatisi in poche ore in Croazia dalla vicina Serbia, isolata a nord dal muro invalicabile voluto dal premier Viktor Orban. Le autorità di Budapest – che hanno mobilitato centinaia di riservisti alla frontiera – hanno accusato apertamente Zagabria di aver “mentito” sui profughi parlando dell’esistenza di un accordo bilaterale per il loro invio al confine ungherese. “Invece di preoccuparsi e prendersi cura dei profughi, li hanno inviati in Ungheria. E’ questa la solidarietà europea?”, ha tuonato il ministro degli Esteri magiaro Peter Szijjarto. Gli ha fatto eco il portavoce del governo Zoltan Kovac, per il quale la Croazia ha “tradito” non solo l’Ungheria ma anche la Ue per non aver protetto a dovere i confini esterni dell’Unione.
Annunciando il completamento della barriera di filo spinato lungo 41 km della frontiera con la Croazia (gli altri 330 km sono segnati dal fiume Drava, difficilmente valicabile dai migranti), Budapest ha disposto ieri il richiamo di 500 riservisti per rafforzare i controlli alla frontiera. E lo scontro Budapest-Zagabria non è certo un buon viatico in vista delle prossime riunioni Ue a Bruxelles (martedì i ministri dell’Interno, mercoledì i leader) chiamate a dare una risposta credibile e unitaria all’emergenza migranti. In Croazia da mercoledì sono entrati oltre 21mila migranti e profughi, che vengono dirottati con treni e autobus in vari punti della frontiera con l’Ungheria. Lì scendono dai bus croati e risalgono immediatamente su altri ungheresi che li conducono verso il confine austriaco. Un numero inferiore di migranti si dirige verso la Slovenia, dove gli arrivi sono stati da mercoledì più di 1.500. Dopo le tensioni di venerdì sera, quando la polizia slovena ha sparato gas lacrimogeni contro gruppi di migranti che cercavano di forzare il cordone di polizia, al confine con la Croazia la situazione ieri era tornata tranquilla. Nella stessa Croazia peraltro si è subito evidenziato un dissidio interno fra la presidente conservatrice Kolinda Grabar-Kitarovic e il premier socialdemocratico Zoran Milanovic. Quest’ultimo ha definito “folle” l’idea evocata a più riprese dal capo dello Stato di mobilitare l’esercito e chiudere i confini con la Serbia per far fronte all’emergenza...
(Il Journal)

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