Stato Islamico, perso il 10% dei territori conquistati in sei mesi...
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Nel primo semestre del 2015 lo Stato Islamico ha perso quasi il 10% dei territori precedentemente conquistati. A dichiararlo è IHS Jane’s – istituto britannico specializzato in analisi nel settore della Difesa – che traccia una mappa dei cambiamenti territoriali occorsi nello scenario mediorientale tra Siria ed Iraq nella prima metà dell’anno in corso.
Come evidenziato dalla mappa, in 6 mesi il califfato ha perso quasi 9 mila chilometri quadrati di territorio, pari a circa il 9,4% del territorio precedentemente nelle mani dei fondamentalisti. Le perdite sono concentrate soprattutto nel versante settentrionale della Siria – da Kobane e Tel Abyad sino al confine iracheno – e nell’area irachena nei dintorni di Tikrit e Ramadi. Le conquiste dello Stato Islamico invece riguardano principalmente la stessaRamadi e, in Siria, la zona di Palmira ed una striscia di terreno a sud-ovest dello stesso sito archelogico, in direzione di Damasco. Non va meglio al regime di Bashar Assad, che nel primo semestre del 2015 ha perso addirittura il 16% del proprio territorio, passando da 36 mila a 30 mila chilometri quadrati di possedimenti.
A guadagnarci, di riflesso, sono soprattutto i principali artefici della controffensiva nei confronti dello Stato Islamico ed i ribelli siriani. Questi ultimi hanno guadagnato più di 2 mila chilometri quadrati di territorio, pari ad un +11,1%. Più di 7 mila sono invece i chilometri quadrati conquistati dalle milizie curde (+9,8%), ma è in risalita anche il governo iracheno, che recupera una fetta di territori pari a più di 5 mila chilometri quadrati (+4,5%).
L’espansione territoriale dello Stato Islamico verso la zona sud-occidentale della Siria risente delle pressioni nella fascia settentrionale da parte sia dei ribelli siriani che delle milizie curde, la cui controffensiva nelle ultime settimane si è rivolta persino verso Raqqa, la “capitale” del califfato. Secondo IHS Jane’s, l’avanzata dei ribelli siriani potrebbe portare (in caso di caduta del regime di Assad) ad uno scontro frontale con lo Stato Islamico, con cui peraltro buona parte dei ribelli – tra cui emergono soprattutto gruppi affiliati di Al Qaeda, comeJabhat Al-Nusra – condivide in linea di massima l’ideologia jihadista, nonostante le parvenze moderate degli ultimi mesi, un abito indossato per autoproclamarsi quale credibile alternativa all’attuale regime di Damasco...
(International Business Times)












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