Nella Repubblica Centrafricana, la ‘pulizia etnica’ dei musulmani...
Il paese, scosso da una forte crisi governativa, è attraversato da violenti tumulti interreligiosi.
Erano 436 le moschee rase al suolo nella Repubblica Centrafricana ad aprile scorso, secondo quanto testimoniato da un inviato degli Stati Uniti. Il paese sta soffrendo una pesante assenza dello stato, che lascia spazio al martellante scontro tra gruppi di miliziani, in lotta tra loro per prendere il potere.
Ma è da mesi che sono ormai i musulmani a pagarne il prezzo. Secondo un rapportopubblicato da Amnesty International, i musulmani della Repubblica Centrafricana stanno subendo una vera ‘pulizia etnica’ e sono a rischio estinzione. Al centro dei tumulti, gli scontri tra gli ex ribelli Seleka e le milizie anti Balaka, che sono di natura perlopiù interreligiosa- sebbene si commetta un errore ad articolare la faccenda in questo modo, visto che non tutti i ribelli Seleka sono propriamente musulmani.
I Seleka tendenzialmente appoggiano i musulmani del paese e dal 2013 hanno iniziato ad avere un forte controllo su Bangui, la capitale, imposto con violenza sulla città. Ma a contrastare le loro azioni, sono emerse le milizie anti Balaka, cristiani animisti, che operano una vera pulizia etnica contro i musulmani del paese. Sono oltre 30. 000 i cittadini musulmani costretti a nascondersi in piccole enclave sparse nello stato africano e tanti sono anche i membri della comunità costretti a convertirsi al Cristianesimo e che subiscono persecuzioni dalla comunità dei cristiani.
Finché la situazione politica nella Repubblica Centrafricana non si rasserenerà, il paese conoscerà solo il conflitto. Dal gennaio 2014 è in carica infatti un governo di transizione, che sarà sciolto il prossimo 18 ottobre, quando saranno indette nuove elezioni nazionali. Dopo aver fatto crollare il governo corrotto di Bozizé con un colpo di stato, il presidente Seléka Michel Djotodia ha dovuto presentare le dimissioni, non essendo stato riconosciuto da alcuni paesi “vicini”. Con la formazione di un governo di transizione guidato da Chaterine Samba-Panza, si sperava in un miglioramento dei rapporti tra le diverse comunità nel paese, ma così non è stato...
(Il Journal)











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