Siria: sono stati i miliziani dell'Isis a rapire padre Jacques Mourad...



La notizia conferma i timori dell'avanzata dello Stato Islamico in direzione ovest, dopo aver preso il sito archeologico di Palmyra.



Dopo padre Paolo Dall'Oglio, oggi è toccato a padre Jacques Mourad, priore siro-cattolico del monastero di Mar Elian. I miliziani dell'Isis lo hanno rapito mentre si trovava in auto. A dare la notizia, il sito Terra Santa, dopo la conferma delle prime indiscrezioni data da padre Nawras Sammour, direttore del Servizio dei gesuiti per i rifugiati in Medio Oriente. Dalle prime ricostruzioni del rapimento, pare che il monaco sia stato avvicinato da due moto, mentre si trovava in macchina con un suo collaboratore. Costretto a fermarsi, sarebbe stato preso dai sequestratori. Padre Mourad ha scampato la morte in due occasioni, negli ultimi mesi. Lo riferiscono amici italiani, a cui ha raccontato di un viaggio per tornare dalla famiglia, ad Aleppo: "Sono scampato due volte alla morte in questi anni - aveva confidato il sacerdote - ma quello che ho visto ad Aleppo questa volta è drammatico... La città è sotto assedio e la gente pensa a fuggire".
Il monastero Mar Elian in questi giorni è stato trasformato in un campo profughi per gli sfollati della città di Palmyra, perla nascosta a un centinaio di chilometri di distanza, nel cuore della Siria. Qui fino a pochi giorni fa era conservato uno dei più importanti siti archeologici del mondo, oggi messo in pericolo dalle incursioni dei miliziani dell'Isis. Il rapimento sarebbe la conferma dell'espansione dello Stato Islamico ad ovest della città patrimonio archeologico, in direzione Homs.
Nell'aprile del 2013 Terra Santa aveva raccolto la testimonianza del priore di Mar Elian in un momento di grande pericolo per il monastero: "Oltre alla povertà e alla fame, in città è arrivata anche la distruzione - raccontava allora padre Jacques -. Ieri ci siamo ritrovati in monastero tra gli 800 e i 900 profughi cristiani e musulmani. Elettricità e telefoni vanno ad intermittenza. Anche acqua e cibo scarseggiano. In città, le personalità più autorevoli - il muftì, il giudice, io stesso -, cercano di mantenere la pace, di tranquillizzare gli animi, ma non è facile... Quello che manca più di ogni altra cosa è la sicurezza". Erano passati tre mesi dal rapimento del fondatore della comunità di Deir Mar Mousa, abuna Paolo Dall'Oglio. Prima di oggi, è stato quello il momento in cui il monastero di Mar Elian è stato più in pericolo. (lb)....
(Globalist)

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