Le nuove reclute dell’Is arrivano dal Sud Africa...





Alcune fonti vicine ad Al Jazeera, lo scorso venerdì, avrebbero riferito al giornale del Qatar che almeno 23 cittadini sudafricani, incluse almeno 8 famiglie con bambini, si sarebbero recati lo scorso anno in Iraq e Siria per combattere al fianco dei miliziani dello Stato Islamico.
La notizia diffusa da Al Jazeera, che ha portato all’apertura di un’inchiesta in Sud Africa, è stata confermata da un funzionario del Ministero degli Esteri turco, che avrebbe chiesto di restare anonimo, in quanto persona non autorizzata a parlare con i media. Egli sostiene che una dozzina di sudafricani sono stati incarcerati e poi successivamente riportati nel loro paese, per aver tentato di raggiungere Siria e Iraq il mese scorso.
In Turchia sarebbero circa 14. 500 le persone provenienti da tutto il mondo, che sono state inserite in una lista speciale di ‘non ammessi al volo’, che il governo turco ha redatto con l’aiuto di altri paesi, Sud Africa incluso. La posizione geografica della Turchia, infatti, la autorizza a controllare i passeggeri in transito verso i territori controllati dall’Is, che per la maggior parte dei casi attraversano appunto il confine turco.
Secondo un’analisi di un consorzio anti-terrorismo con sede a Cape-Town, i sud africani in partenza per Siria e Iraq sarebbero di tre tipologie: la prima include quanti hanno un afflato umanitario e desiderano raggiungere quei luoghi per assistere le persone in difficoltà; la seconda invece, coloro che vogliono unirsi all’Is, ma col proposito di aiutare ad amministrare i territori e una terza, che include quantivogliono prendere parte veramente alla guerra, al fianco dello Stato Islamico.
Un recente studio dell’ Istituto di Studi d’Intelligence di Pretoria inoltre, dimostra che il Sud Africa è un luogo estremamente attrattivo per il reclutamento di nuoviforeign fighters.
Il report fa riferimento alla ‘debolezza’ del passaporto sudafricano, che attira sicuramente meno sospetti rispetto a quello di altri paesi africani, così un cittadino di Joannesburg può viaggiare con molta più tranquillità e sicurezza.
La comunità musulmana sudafricana ha raggiunto gli 1.5 milioni di cittadini e se prima c’erano solo pochi  sospetti su possibili reclute nel paese, adesso si ha la totale certezza. Tanto che, per la preghiera del Venerdì scorso, l’UCSA, un corpo di organizzazioni musulmane nel paese, ha recitato un sermone che incoraggiava i giovani a non cedere alle lusinghe dello Stato Islamico...
(Il Journal)

Commenti

AIUTIAMO I BAMBINI DELLA SCUOLA DI AL HIKMA

Post più popolari

facebook