Libia: perché l’Europa sta a guardare?...





Sono passati solo tre mesi dall’inizio del 2015 e sulle coste italiane sono sbarcati già oltre 10. 165 migranti. Una cifra non lontana da quella rilevata lo scorso anno nello stesso periodo dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni: 10. 165. Prova del fatto dunque, che la missione Mare Nostrum non invogliava, come le autorità nostrane e quelle europee pensavano, un flusso maggiore dei migranti.
Ma quello che colpisce dei dati raccolti sono le cifre dei morti in mare nei primi mesi del 2015: 480 persone. Meno di 50 erano invece le vittime dei barconi clandestini lo scorso anno nello stesso periodo.
Questo perché la situazione in Libia ormai è drammatica. Il generale libico Khalifa Haftar, l’unica persona con cui la comunità internazionale si è interfacciata, comandante in capo delle forze armate del governo di Tobruk è rimasto ferito e al momento le notizie sulle sue condizioni sono ancora fumose. Alcune fonti avrebbero testimoniato che l’assalto dinamitardo sarebbe arrivato da alcuni soldati interni agli stessi ranghi dell’esercito di Haftar, il che farebbe temere un’ipotizzabile futura sollevazione interna. E questo aprirebbe solo un altro fronte nel già complicato e caotico scacchiere libico.
L’Europa nel frattempo sta a guardare, sperando che i due governi interni al paese, quelli di Tripoli e Tobruk riescano nella messa in atto degli accordi avviati in Marocco, ma altro non può fare. Perché?
Bernard Guetta, dai microfoni della radio FranceInternational dichiara che, nonostante l’Unione abbia tutti i mezzi per intervenire sul suolo libico, decide di non farlo perché non è in possesso di un corpo di difesa comune. Ma questo è un discorso estendibile a molte delle questioni aperte in Europa, prime tra tutte quella dei migranti, che continuano a morire in mare, mentre missioni europee farlocche si susseguono senza esito alcuno.
Guetta scrive:
L’Unione non ha un esercito e non ha una difesa comune. Inoltre, fatta eccezione per la Francia e il Regno Unito, i paesi che la compongono non possono contare su un vero esercito. La Francia è però al limite delle sue capacità d’intervento, mentre il Regno Unito si è tirato indietro da ogni ipotesi di intervento perché scottato dalla partecipazione all’avventura irachena di George W. Bush.
L’Unione dovrebbe intervenire in Libia o quantomeno minacciare di farlo, ma purtroppo non ne ha i mezzi perché non ha mai voluto dotarsene. L’Europa unita non ha nemmeno una politica estera propria. Ha una ministra degli esteri (adesso è un’italiana), ma non ha una diplomazia comune, perché per costruirla avrebbe bisogno di un governo comune nato da un suffragio universale.
Qui per leggere l’articolo intero tradotto su Internazionale.
(Il Journal)

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