Come l’Isis perseguita e uccide i gay...





Una persecuzione continua, che è quasi un’ossessione. L’Isis sta continuando l’operazione di terrore contro i gay nelle zone in cui governa (qui l’articolo che racconta la vita sotto il regime degli islamisti): le esecuziono sono brutali e spesso vengono compiute per fare l’esempio alla cittadinanza.

Così l’Isis uccide i gay

Il giornale britannico The Independent ha raccolto alcune storie sulle modalità di uccisioene dei gay da parte dell’Isis. In alcuni casi c’è stato il lancio dalla torre in piazza. Un modo atroce, quanto ‘simbolico’ con il lancio nel vuoto. Gli altri strumenti di morte sono poi la decapitazione, tipica dei tagliagole jihadisti, e la lapidazione, che secondo le informazioni riportate dai media internazionali è il modo ‘preferito’ per ucciderei gay, così come le donne adultere.
Ma c’è un’altra storia che è avvenuta a Homs che spiega come i combattenti dell’autoproclamato Califfo usino la persecuzione agli omosessuali alla stregua di un’arma per liberarsi di persone sgradite. In un’area della città controllata dall’Isis, un uomo è stato costretto ad abbracciare un altro ragazzo sotto l’obbiettivo di una macchina fotografica per facilitare la condanna a morte. E’ bastato un abbraccio per far scattare l’accusa di omosessualità. L’esecuzione è stata immediata con la lapidazione.
Un attivista contro le violenze, Abu Mohammed Hussam, ha rivelato che l’Isis non hai concesso una grazia rispetto a chi aveva condannato. La situazione dei gay in Siria è sempre più difficile: sotto il regime di Bashar Assad la persecuzione ha sempre assunto una forma di estorsione. Gli ‘indiziati’ di omosessualità potevano pagare per evitare la sentenza, mentre il sedicente Stato islamico non ha alcuna pietà: nemmeno i soldi bastano a salvare i gay dalla condanna a morte. Applicata rigorosamente in pubblico per veicolare il terrore nella cittadinanza....
(Il Journal)

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