Militarismo, Jihad e corruzione: la Nigeria al voto presidenziale...





Di Luca Lampugnani

Il prossimo 14 febbraio si terranno in Nigeria le elezioni presidenziali. Sull'appuntamento si stanno concentrando fortemente le attenzioni internazionali, soprattutto in relazione all'ascesa apparentemente inarrestabile di Boko Haram, gruppo jihadista che nello Stato settentrionale del Borno ha la sua roccaforte. Di seguito, ecco una breve e il più possibile esaustiva guida al voto.

Background: corruzione, sfiducia e jihadismo

Le elezioni nigeriane del prossimo 14 febbraio si inseriscono in un quadro di forte e crescente sfiducia della popolazione nelle istituzioni, ritenute per lo più corrotte e corruttibili.
Non a caso, secondo un recente studio Gallup basato su un campione di 1000 adulti, la fiducia dei cittadini nell'attuale leadership (governativa) è al suo minimo storico dal 2011, letteralmente precipitata dal 55% di allora al 29% attuale. In discesa, inoltre, è anche l'approvazione del presidente Goodluck Ebele Jonathan, passato dal 43% del 2012 al 35% odierno.

Questione altrettanto significativa del clima in cui si svolgeranno le elezioni di febbraio riguarda il tema della corruzione, ampiamente sentito dalla popolazione nigeriana. Sempre secondo Gallup, la percezione che ne hanno i cittadini negli ambienti governativi è leggermente diminuita rispetto al dato raccolto nel 2013 (91%), rimanendo tuttavia particolarmente alta all'86%.
In ultimo, probabilmente tema più impellente, l'appuntamento elettorale del 14 febbraio sarà fortemente influenzato dall'ascesa brutale e sanguinaria di Boko Haram. In molti ritengono infatti che il governo abbia fatto ben poco di concreto per tentare di porre un argine ai jihadisti del Nord, permettendo che la corruzione sfaldasse le fila dell'Esercito e ignorando il problema sino a quando non si è presentato in tutta la sua pericolosità negli ultimi due anni.

La figura del presidente e il sistema elettorale

Nell'ordinamento statale della Nigeria, il presidente è al contempo il capo della nazione e il titolare del governo. Il mandato è valido per 4 anni, e un presidente può affrontarne al massimo 2 consecutivi. Attualmente il capo dello Stato è Goodluck Ebele Jonathan, il quale è in lista per una rielezione.
Il sistema elettorale nigeriano prevede che per l'elezione a presidente sin dal primo turno un candidato è chiamato a raccogliere la maggioranza assoluta dei voti o, al limite, il 25% delle preferenze nei due terzi degli stati che compongono il Paese. Nel caso nessuno dei candidati soddsfi tali requisiti, si procede con il ballottaggio.

I principali candidati e i partiti cui fanno riferimento

Come riportato dalla INEC nigeriana (Independent National Electoral Commision), i candidati ammessi alla corsa presidenziale sono in tutto 14 - per un elenco completo fare click qui. Nell'elenco rilasciato dalla Commissione Elettorale è presente solo una donna alla figura di capo dello Stato, mentre la presenza femminile è (di poco) più alta tra i potenziali vice-presidenti.
Numerosi osservatori internazionali sostengono che la partita si risolverà a due tra Goodluck Ebele Jonathan e Muhammadu Buhari, indicati come i più quotati alla poltrona di capo dello Stato.

Come già accennato, il primo, Goodluck Ebele Jonathan, è l'attuale presidente della Nigeria, e cerca la rielezione dopo la vittoria nel 2011. Il suo partito, il Partito Democratico Popolare (in inglese People's Democratic Party, abbreviato in PDP), è la formazione sostanzialmente al potere dal 1999, anno in cui venne eletto presidente Olusegun Obasanjo.
Islamista, ex generale dell'Esercito e dal 1983 al 1985 già presidente della Nigeria in quanto Presidente del Consiglio Militare Supremo, il secondo, Muhammadu Buhari, è il candidato presidenziale del Congresso di Tutti i Progressisti (in inglese All Progressives Congress, abbreviato in APC), formazione politica nata nel 2013 dall'unione dei tre principali partiti di opposizione al PDP. Attualmente è la seconda forza politica del Paese.

Il fattore Boko Haram (e non solo)

Questione già sollevata, il gruppo jihadista sarà probabilmente il primo fattore di influenza nell'elezione del prossimo 14 febbraio. Goodluck Ebele Jonathan rischia in particolar modo la sua rielezione proprio a causa di Boko Haram, gruppo che sotto la sua presidenza ha avuto uno sviluppo e un'ascesa inarrestabile, alla quale, come molti sostengono, Abuja - con interesse o meno - non ha saputo far fronte.
Tuttavia, anche se è vero come riporta il New York Times che molti elettori nigeriani stanno volgendo lo sguardo a Muhammadu Buhari - militarista e dal pugno duro, profilo giudicato idoneo per sconfiggere gli estremisti del nord -, alcuni analisti hanno avanzato dubbi su quest'ultimo. Le principali critiche riguardano la durezza marziale della sua precedente presidenza, agitando lo spettro per la Nigeria di un ritorno al passato.

(International Business Times)

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