La sconfitta dell’Isis e la liberazione degli yazidi...





Gli yazidi hanno catturato l’attenzione mediatica nel mese di agosto, quando l’avanzata dell’Isis stava sterminando la comunità insediata nel nord dell’Iraq. Proprio quella emergenza umanitaria convinse il presidente Obama a intervenire con l’aviazione contro l’Isis.
Adesso, dopo molti mesi di combattimenti, gli yazidi possono festeggiare la liberazione: sul Monte Sinjar è stato rotto l’assedio da parte dei jihadisti dell’autoproclamato Califfo Ibrahim. I guerriglieri peshmerga, infatti, hanno sconfitto i combattenti dell’Isis. Per i jihadisti è stata la prima vera capitolazione da quando hanno cominciato la conquista di aree della Siria e dell’Iraq.

L’annuncio della liberazione degli yazid

«Tutti gli yazidi che erano rimasti intrappolati sulla montagna sono ora liberi», ha annunciato Masrour Barzani, capo del consiglio di sicurezza nazionale della regione curda dell’Iraq. Le milizie peshmerga hanno potuto usufruire del supporto militare statunitense per vincere la battaglia. I bombardamenti dell’aviazione ha indebolito l’Isis, che non ha retto alla controffensiva curda condotta via terra.
Secondo quanto riferito dai vertici militari, l’operazione di riconquista del Monte Sinjar è stata avviata nella giornata di mercoledì. Dunque, in poche ore l’Isis ha perso un avamposto prezioso per cercare di sconfiggere i peshmerga.
Tuttavia gli analisti hanno invitato a mantenere un comportamento cauto, perché l’Isis avrebbe potuto anche optare per una ritirata strategica in attesa di sferrare un nuovo attacco altrettanto vigoroso. Le alture del Sinjar hanno una posizione strategica fondamentale: difficile immaginare a una rinuncia a ‘cuor leggero’.

(Il Journal)

I leader militari americani hanno sottolineato con soddisfazione i risultati ottenuti con i bombardamenti. Secondo quanto riferito dal generale Martin Dempsey, sono stati uccisi alcuni comandanti sul campo dell’Isis. In particolare sono rimasti vittima dei bombardamenti Abd al-Basit, ritenuto il capo delle operazioni militari in Iraq, e Haji Mutazz, considerato uno degli uomini più vicini ad Abu Bakr al Baghdadi.

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