Nalin assediata a Kobane dall’Isis di Abu Khattab: curdi divisi al fronte....
Una donna curda comanda le milizie
YPG-Pkk in difesa della città siriana al confine con la Turchia. L’altro, anche
lui curdo, guida i combattenti del «califfato islamico»
di Guido Olimpio
WASHINGTON
- Sono i due leader che guidano gli opposti schieramenti nella battaglia di
Kobane. A coordinare la resistenza dei guerriglieri curdi YPG-Pkk, secondo
fonti del movimento, c’è una donna, Nalin Afrin. Sull’altro fronte, con le colonne
Isis, il curdo Abu Khattab al Kurdi. Le donne rappresentano una componente
importante tra gli autonomisti del Kurdistan siriano-turco. Nelle file del Pkk
hanno sempre avuto un ruolo storico, fornendo militanti alle unità combattenti
e dirigenti. Una presenza testimoniata, in questi giorni, dal sacrificio di
molte guerrigliere, alcune protagoniste di “missioni senza ritorno”. Una si
sarebbe fatta saltare in mezzo ai jihadisti, altre hanno resistito sino
all’ultima pallottola. Lo confermano le foto diffuse non solo dalla propaganda
YPG - che insiste molto su questo dato - ma anche dall’Isis quando mostra corpi
dei nemici uccisi.
Abu Khattab al Kurdi
Non
meno significativo il ruolo di Abu Khattab al Kurdi. Notizie non confermate sostenevano che i capi
dell’offensiva su Kobane fossero dei «caucasici» , probabilmente ceceni apparsi
anche in alcuni video. L’Isis, invece, ha affermato che è al Kurdi l’emiro
dell’operazione, un militante originario di Halabja, la cittadina che, nel
1988, fu attaccata con le armi chimiche dall’esercito di Saddam Hussein.
Insieme ad Abu Khattab opera anche un contingente di alcune centinaia di curdi
islamisti. Un modo questo per sottolineare come l’offensiva non abbia carattere
etnico ma sia una lotta tra «credenti» e «infedeli». Nella serata di sabato,
simpatizzanti dell’YPG hanno sostenuto su twitter che il leader sarebbe stato
ucciso da un cecchino. Una notizia inverificabile e forse parte della guerra di
propaganda tra i contendenti.
La presenza di nuclei curdi tra i jihadisti non è certo una novità. Uno dei primi gruppi a operare nel nord dell’Iraq prima dell’invasione americana dell’Iraq era composto da elementi del Kurdistan e volontari stranieri. Una realtà molto vicina al famoso Abu Musab Al Zarkawi che in quell’area ha operato. Ancora. Il primo attacco suicida del conflitto iracheno da parte di una fazione è stato proprio nella zona curda E la tradizione è proseguita con lo “Stato Islamico” del Califfo.
La presenza di nuclei curdi tra i jihadisti non è certo una novità. Uno dei primi gruppi a operare nel nord dell’Iraq prima dell’invasione americana dell’Iraq era composto da elementi del Kurdistan e volontari stranieri. Una realtà molto vicina al famoso Abu Musab Al Zarkawi che in quell’area ha operato. Ancora. Il primo attacco suicida del conflitto iracheno da parte di una fazione è stato proprio nella zona curda E la tradizione è proseguita con lo “Stato Islamico” del Califfo.
(Corriere della Sera Esteri)











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