Mappare la diffusione ed informarsi del virus Ebola sul web: ecco dove...





Di Luca Lampugnani

Secondo le ultime stime dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, se non vi sarà un'adeguata risposta internazionale la diffusione del virus Ebola - particolarmente forte tra Liberia, Guinea e Sierra Leone - potrebbe raggiungere i 10 mila contagi a settimana entro dicembre. Una previsione, quella dell'OMS, che arriva di pari passo con i numeri sulla mortalità del virus (al 70 per cento, stando ad alcuni report, percentuale che considera anche gli episodi di decessi non registrati), che nei quasi 9.000 casi riportati ha ucciso 4.447 persone.
Nel frattempo a Dallas, in Texas, le autorità hanno confermato un secondo caso di contagio. Ad essere risultato positivo al test, dopo l'infermiera Nina Pham, è un altro operatore sanitario che si è occupato di Thomas Eric Duncan, il "paziente zero" statunitense ma originario della Liberia deceduto la scorsa settimana. L'episodio, riportato dalle principali agenzie internazionali, è accompagnato da una serie di proteste da parte del sindacato nazionale degli infermieri, sul piede di guerra perché molti dipendenti della struttura di Dallas non avrebbero ricevuto attrezzature e linee guida sufficienti per rispondere adeguatamente all'allarme.
Tuttavia, benché sia fuori discussione la lentezza di un'efficace azione internazionale ad un problema apparentemente solo 'loro', diventato poi con i primi casi di manifestazione dei sintomi e contagi occidentali anche 'nostro' - "investire in ricerca e prevenzione, e sì, farlo anche se Ebola è una malattia che uccide soprattutto in Africa, farlo anche se i governi dei Paesi coinvolti non sono ricchi compratori di vaccini. Aiutarli a ricostruire i loro sistemi sanitari. Se vogliamo ridurre il rischio per l'Europa, dovremmo cominciare a fare queste cose", scrive Cecilia Strada per pagina99 -, non mancano gli strumenti per orientarsi. Ad esempio, sul web sono disponibili una serie di portali che contribuiscono a monitorare la diffusione del virus, mappando la sua incidenza anche al di fuori dei confini dell'Africa occidentale. Così come in libera consultazione sono alcune linee guida che possono tornare utili ad operatori sanitari e ad intere strutture ospedaliere.
Ad esempio i Centers for Disease Control and Prevention (CDC) degli Stati Uniti hanno lanciato una pagina on-line specificatamente pensata per medici, infermieri e altri operatori sanitari che si dovessero trovare di fronte ad un caso di contagio da Ebola. Come è possibile vedere a questo link, i CDC mettono a disposizione una serie di informazioni particolarmente utili che vanno dalla prevenzione all'infezione fino al trattamento dei rifiuti ospedalieri, passando per la valutazione dei sintomi di coloro tornano da quei Paesi in cui il virus è particolarmente diffuso. Ancora, i CDC hanno un portale web dove sono riportate le ultime novità riguardo Ebola, con i numeri e le mappe della diffusione nell'Africa occidentale e gli aggiornamenti sui due casi già accennati di contagio a Dallas, in Texas.
Altra utile fonte sull'Ebola per gli operatori sanitari è il Medbox inaugurato recentemente dal Mission Medical Institute Würzburg, istituto tedesco supportato nella realizzazione da altre organizzazioni di base in Germania. Il sito web, raggiungibile a questo link, presenta numerose sezioni di malattie infettive con una serie di linee guida utili ad affrontarle - sempre dal punto di vista di infermieri e medici -, mentre è presente un'apposita sezione per l'Ebola.

Tornando negli Stati Uniti, inoltre, stando a quanto riporta Nextgov anche il Pentagono dovrebbe presto aprire un suo portale con informazioni e indicazioni sulla diffusione del virus. Tuttavia, come specificato da alcuni funzionari, il sito non sarà a consultazione pubblica: sarà ospitato al contrario da un server protetto e reso quindi disponibile solo ad agenzie governative e ONG impegnate contro l'Ebola
Come già accennato in precedenza, tuttavia, il web non fornisce esclusivamente strumenti utili ad operatori sanitari e strutture cliniche, presentando numerosi siti con cui è possibile monitorare e avere aggiornamenti sulla diffusione del virus, così come avere informazioni di carattere generale. È il caso questo, tra gli altri, del portale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità sull'Ebola, dove sono presenti le caratteristiche, la 'storia' e i passaggi futuri necessari per contrastare la malattia. Allo stesso modo, anche ReliefWeb, operativo dal 1996, ha una sua specifica sezione dedicata al virus che sta colpendo con particolare forza l'Africa occidentale. Proprio da Guinea, Sierra Leone e Liberia (ma anche Nigeria e Senegal), parte del team di ReliefWeb lavora incessantemente per raccogliere le ultime informazioni, riuscendo così ad essere fonte di continui aggiornamenti Paese per Paese.
In ultimo, alcuni siti web permettono di monitorare visivamente (attraverso mappe ed altre infografiche) la situazione relativa alla diffusione di Ebola. Tra i più noti è sicuramente Humanitarian Open Street Map, organizzato ed inaugurato da una non-profit con base negli Stati Uniti cui un impegno concreto nel tracciare il virus è stato chiesto da Medici Senza Frontiere, che con altre organizzazioni si trova proprio nel centro della diffusione, tra Liberia, Guinea e Sierra Leone. Altro strumento simile è Healt Map, fondato dal professore della Harvard University John Brownstein, il quale permette di visualizzare i casi di Ebola in Africa Occidentale così come in tutto il mondo. Inoltre, Healt Map, utilizzato da esperti dell'OMS e del CDC, permette di rappresentare sul mappa anche la possibile diffusione futura del virus.
Pressoché di fondamentale importanza possono poi ritenersi altri due portali, uno lanciato dal già citato ReliefWeb e uno creato in connubio di forze tra Nazioni Unite, ONG e Organizzazioni Internazionali. Il primo, The Humanitarian Data Exchange, altro non è che un enorme database dove, non solo per quanto riguarda Ebola, vengono raccolte una serie di informazioni provenienti da più fonti, così da fornire un quadro più completo possibile del virus. Il secondo, Logistics Cluster, è invece uno strumento che aiuta a monitorare le forniture, i trasporti e i voli per l'Africa occidentale, mettendo a disposizione dati, mappe, documenti ed infografiche.

(International Business Times)

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