Al gelo e abbandonati: i rifugiati siriani nella valle libanese della Bekaa...



Il Libano, la cui capitale Beirut ancora una volta venerdì è stata scossa daun attentato mortale, ospita il più alto numero di rifugiati siriani: quelli registrati ufficialmente sono oltre 850.000 ma le stime governative parlano di più di un milione, un quarto della popolazione del paese.
Poco prima di Natale, nel corso di un’ondata record di maltempo, una delegazione di Amnesty International ha visitato la valle della Bekaa (un’area che ospita quasi 280.000 rifugiati), trovando 20 famiglie lasciate a se stesse in quello che chiamano “il campo abbandonato”.
L’istantanea è questa: donne coi geloni ai piedi a causa del freddobambini scalzi o coi sandali a correre fuori per scaldarsi mentre altri loro coetanei, dentro le tende, battevano i denti stringendosi gli uni agli altri per darsi calore. Le tende di tela abbattute e strappate dal vento e ogni volta tirate su e rattoppate, pioggia e fango ovunque.
I rifugiati dimenticati della valle della Bekaa lamentano l’insufficienza degli aiuti umanitari. C’è solo un buono mensile fornito dall’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr), per comprare qualcosa da mangiare o con cui scaldarsi. Alcuni hanno rivenduto il loro buono in cambio di altro gas da riscaldamento.
Quattro delle 20 famiglie non ricevono più il buono. L’Unhcr dice che i finanziamenti da parte dei donatori sono meno del previsto. Queste famiglie ora dipendono dagli aiuti della comunità siriana in esilio e dai volontari libanesi.
Lavoro non ce n’è. Alcune donne hanno lavorato fino a dicembre nelle industrie locali, poi il contratto è terminato. Fuori dal campo, insulti e minacce: “Ci dicono chese siamo qui la colpa è nostra perché abbiamo chiesto la libertà, che ce lo meritiamo, che ce la siamo cercata…” Circolano voci di bande di rapitori di bambini.
Il risultato è che dal campo le 20 famiglie non escono e questo acuisce il senso d’abbandono e d’isolamento.
Secondo le Nazioni Unite, 200.000 bambini siriani rifugiati in Libano non hanno mai messo piede in una scuola del paese che li ospita.
La comunità internazionale deve fare molto di più i rifugiati siriani, sulle cui vite si è abbattuta una catastrofe che non hanno affatto cercato. Non solo deve fare molto di più, ma deve farlo in modo equo.
Mentre i paesi confinanti con la Siria (Libano e Giordania soprattutto) si sono fatti carico del 97 per cento dei circa 2.400.000 rifugiati scappati dalla guerra, l’Europa si è detta disponibile a ospitarne lo 0,5 per cento, ossia poco più di 12.000.
Per non parlare di chi non è riuscito a fuggire dalla Siria. Alle porte di Damasco, l’esercito di Bashar al-Assad ha cinto d’assedio il campo di Yarmouk, in mano all’opposizione...
(AGORA VOX)

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