Una soluzione siriana al conflitto civile? L’Esercito Siriano Libero ha contatti con Assad – Robert Fisk...

Sei settimane fa una delegazione di due persone è arrivata in segreto a Damasco; civili di Aleppo che rappresentavano elementi dell’Esercito Libero Siriano (FSA), il gruppo di ribelli in larga misura composto di combattenti che hanno disertato l’esercito del regime nel primo anno di guerra. Erano venuti con un salvacondotto e avevano incontrato, mi è stato detto, un alto dirigente dei collaboratori del presidente Bashar al-Assad. E avevano portato con sé un’iniziativa straordinaria: che potevano esserci colloqui tra il governo e ufficiali del FSA che “credevano in una soluzione siriana” alla guerra.
La delegazione aveva proposto quattro punti: che doveva esserci un “dialogo interno siriano”; che le proprietà pubbliche e private andavano conservate; che doveva esserci una fine – e una condanna – del conflitto civile, settario ed etnico e che tutti dovevano operare per unaSiria democratica in cui fosse dominante il primato della legge. Non c’era stata alcuna richiesta – almeno in questa fase – di una partenza di Assad.
La risposta era arrivata apparentemente con prontezza. Avrebbe effettivamente dovuto esserci un “dialogo all’interno della patria siriana”; nessuna precondizione per il dialogo; e una garanzia presidenziale di sicurezza per ogni uomo del FSA che vi partecipasse. E ora, pare, è in corso un altro notevole sviluppo: in sette aree di Aleppo tenute dai ribelli, la maggior parte delle quali sotto il controllo del FSA, dipendenti pubblici possono tornare al lavoro nei loro uffici e istituzioni e scuole governative possono riaprire. Gli studenti divenuti miliziani negli ultimi due anni saranno disarmati e torneranno nelle loro aule.
Alcuni membri del FSA hanno formato quella che chiamano l’”Unione Nazionale per Salvare la Siria”, anche se membri dell’opposizione politica in aree fuori dal controllo governativo hanno bloccato le riunioni condannando l’esercito governativo e, secondo gli impegnati nell’”Unione”, facendo commenti settari e condannando gli sciiti e l’Iran. La settimana scorsa ci sono state numerose defezioni di unità dell’FSA verso il Fronte al-Nusra collegato ad al-Qaeda, il che ha complicato ulteriormente le cose. Se l’FSA è pronto a dialogare con il regime, quanti sono quelli rimasti per prendere parte a futuri accordi tra le due parti?
Da mesi ormai, ufficiali filogovernativi hanno ricercato come potevano riconquistare alla loro parte i disertori dell’esercito e la crescita di al-Nusra e di altri gruppi islamisti ha certamente deluso molte migliaia di uomini del FSA che sentono di essere stati derubati della propria rivoluzione contro il governo. E in aree della provincia di Homs è un fatto che i combattimenti tra l’FSA e l’esercito sono virtualmente cessati. In alcuni paesi tenuti dal governo l’FSA è già presente senza essere molestato.
E i vantaggi per Assad sono chiari. Se gli uomini del FSA potessero essere persuasi a tornare in completa sicurezza nei ranghi dell’esercito del regime, vaste aree del territorio tenuto dai ribelli tornerebbero sotto il controllo del governo senza colpo ferire. Un esercito rinforzato dai suoi disertori di un tempo potrebbe essere rivolto contro al-Nusra e i suoi affiliati di al-Qaeda nel nome dell’unità nazionale.
I combattenti islamisti nell’opposizione siriana sono certamente un motivo di profonda preoccupazione per tutti i coinvolti nella guerra, non ultimi, naturalmente, gli statunitensi, che continuano a tergiversare circa la fornitura di armi ai ribelli. Se l’amministrazione statunitense avesse seguito il consiglio di John McCain, ad esempio, parte delle armi che avrebbero potuto dare al FSA sarebbero già nelle mani di al-Nusra, oggi che tre unità dell’FSA sono passate agli islamisti. I combattenti islamisti in Siria si stanno nel frattempo trasformando in una grave minaccia per l’esistenza stessa dei cristiani del paese. Vescovi e patriarchi di tutta la regione si sono incontrati venerdì scorso a Beirut per lamentare l’esodo dei cristiani dal Medio Oriente; il cardinale cattolico maronita Bechara Rai, del Libano, ha descritto come per i cristiani “la ‘Primavera Araba’ si è trasformata in un inverno di ferro e di fuoco”.
Gli ecclesiastici sono rimasti particolarmente sconvolti dagli enormi danni alle chiese di Raqqa – ora sotto il controllo del gruppo di al-Nusra – e dall’attacco di al-Nusra a Maaloula. Io stesso ho visto la settimana scorsa quanto perverso sia stato tale attacco contro la città siriana largamente cristiana di Damasco. Nelle case cristiane i crocefissi sono stati spaccati, ma gli invasori di al-Nusra sembrano ricavare un piacere perverso nel distruggere le loro case. In un piano seminterrato hanno svuotato il frigorifero del cibo e lo hanno riempito di scarpe.
Ora, questo è qualcosa che lascia sbalorditi!
Fatti curiosi colorano il rapporto dell’ONU
Dunque oggi che il mondo si è convinto che il regime di Assad abbia sparato i proiettili al gas sarin il 21 agosto è veramente il momento di leggere la versione completa del rapporto dalla Siria degli ispettori delle armi chimiche dell’ONU. I dettagli della morte e delle sofferenze degli innocenti dell’area di Ghouta di Damasco sono spaventosi. Due fratelli, trapela, sono stati gli unici sopravvissuti della loro famiglia di quaranta persone che vivevano tutte nello stesso edificio. Ma uno o due paragrafi necessitano di essere riletti.
Un leader delle forze locali d’opposizione (sic) ritenuto dominante nell’area è stato identificato e gli è stato richiesto di prendere in ‘custodia’ la Missione [dell’ONU],” afferma il rapporto. Naturalmente gli ispettori dell’ONU volevano essere mantenuti al sicuro. Ma sono stati, in realtà, nelle mani dei ribelli. Una lista delle domande ai sopravvissuti è stata anche “fatta circolare tra i contatti nell’opposizione”.
Piuttosto più preoccupante, tuttavia, è un breve paragrafo a pagina 22. Nei siti in cui sono caduti i missili al gas sarin, si afferma, gli ispettori hanno scoperto che “i luoghi sono stati molto trafficati (sic) da altri individui prima dell’arrivo della Missione … Nel periodo trascorso in queste località, sono arrivati individui con altre munizioni sospette indicando che tali potenziali prove sono spostate e forse manipolate.”
Manipolate? Strano, ma non ricordo che la cosa sia stata citata nei resoconti mediatici del rapporto degli ispettori …
Da Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo www.znetitaly.org
Originale: The Independent Traduzione di Giuseppe Volpe

Commenti

Mojtaba ha detto…
Fisk ormai sembra indistinguibile da un redattore medio dell'agenzia sana

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