La bambina sopravvissuta al bombardamento che ha ucciso tutta la sua famiglia in Yemen...






di Andrea Lanzetta

Buthaina Muhammad Mansour, una bambina di cui non si conosce nemmeno l’età esatta – dovrebbe avere tra i quattro e i cinque anni – non sa ancora che i suoi genitori, fratelli, sorelle e uno zio sono tutti morti nello stesso bombardamento che l’ha ferita gravemente nella capitale yemenita Sana’a.
Il bombardamento condotto dalla coalizione araba a guida saudita è avvenuto il 25 agosto e ha colpito un’area residenziale.
Il comando dell’alleanza è intenzionato a investigare sull’accaduto. L’attacco aereo ha ucciso almeno 12 civili.
Dall’inizio della guerra civile sono stati almeno 10mila gli yemeniti morti a causa degli scontri.
Milioni di persone hanno invece dovuto lasciare le proprie case e affrontare la fame e l’epidemia di colera scatenata dalle condizioni fatiscenti delle infrastrutture fognarie del paese.
Le istituzioni internazionali e le organizzazioni umanitarie hanno chiesto alle parti una rapida e pacifica risoluzione del conflitto per permettere l’intervento a favore di una popolazione stremata da anni di guerra civile.
– LEGGI ANCHEChi sono gli houthi
Il conflitto vede contrapposti il movimento dei ribelli sciiti Houthi, fedele all’ex presidente Ali Abdullah Saleh e la coalizione militare guidata dall’Arabia Saudita che sostiene Hadi.
Il governo di Abdrabbuh Mansour Hadi è l’unico riconosciuto dalla comunità internazionale.
Proprio l’intervento militare della coalizione araba ha favorito una grave carestia che ha a sua volta creato le condizioni per l’epidemia di colera.
Al momento infatti il paese mediorientale sta subendo tre tragedie contemporaneamente: la popolazione è assediata dai combattimenti, la crisi economica ha portato a un aumento vertiginoso del tasso di criminalità e il crollo delle infrastrutture sta causando un’epidemia devastante.
Il governo di Hadi ha preso il controllo dei fondi della banca centrale e ha deciso di non pagare più i dipendenti pubblici nelle zone controllate dai ribelli, questo significa che la maggior parte dei lavoratori che dovrebbero occuparsi di fognature e acquedotti nella capitale Sana’a non vengono pagati da oltre sei mesi.
L’Onu stima che, in Yemen, ogni dieci minuti muoia un bambino di meno di cinque anni per cause prevenibili. Oltre due milioni di persone sono già fuggite dalle zone teatro dei combattimenti, lasciando le loro case e tutto ciò che possedevano.
Inoltre, solo la metà degli ospedali e delle strutture sanitarie del paese risultano pienamente in funzione. Due terzi della popolazione poi non ha accesso all’acqua potabile, mentre più di sette milioni di persone vivono in aree ad alto rischio di trasmissione del colera...

(The Post Internazionale)

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