A tre anni dal genocidio continuano le sofferenze degli yazidi...




Vittima dell'Isis dall'estate 2014, questo popolo continua a pagare un alto tributo al terrorismo: migliaia i dispersi e le persone schiavizzate dal Califfato



I Yazidis dell'Iraq stanno commemorando in questi giorni il triste anniversario dei tre anni dall'inizio del genocidio perpetrato dall'Isis. Un massacro etnico riconsosciuto anche dalle Nazioni Unite. 

Come scrive sull'Avvenire, Sara Lucaroni: "I morti yazidi non riposano. Né fanno notizia i teschi e le stoffe sbiadite che emergono dal terreno nelle zone abbandonate dal Daesh in fuga. Hussein Qasim Hassoun è compìto, ma si tocca i baffi neri e scrolla le spalle. Fa parte dell’“Alta Commissione per il riconoscimento del genocidio yazida” del Kurdistan iracheno. Ammette che il gruppo, attraversato da «interessi personali, partigianerie e sospetti di corruzione», non è riuscito a «internazionalizzare» la causa yazida. Le fosse non sono state protette. «Illegali» certe procedure di raccolta dati. Il dossier sul genocidio di Shingal «è quasi morto». Gli yazidi, però, sono come le canne di Blaise Pascal, dotati di quella nobiltà che appartiene solo a chi sostiene, nella consapevolezza della fragilità, l’accanimento cieco dell’’Universo.

Tre anni fa il mondo scopriva una minoranza di cui nessuno sapeva scrivere correttamente il nome: yazidi, ezidi, yezidi". 

Oggi, un’altra commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite per la Siria invita a non dimenticare il carico di dolore che sta colpendo questo antico popolo iracheno, denunciando che la comunità internazionale poco ha fatto finora per fermare il genocidio. “Il genocidio sta andando avanti e resta ampiamente impunito nonostante l’impegno preso dai Paesi per evitare e punire questo reato”, ha detto la Commissione. “Migliaia di uomini e ragazzi yazidi restano dispersi e il gruppo terroristico continua a sottoporre circa tremila tra donne e ragazze in Siria a violenze orribili, tra cui stupri quotidiani e pestaggi brutali”.

Ma non solo l'Isis li odia. In Turchia gli yazidi sono discriminati perché non sono musulmani e sono sospettati di essere troppo legati ai curdi... Leggete qui









(Globalist)

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