Prima gli immigrati, poi le donne e i gay: la classifica dell'odio degli italiani...




Presentato il Rapporto della Commissione parlamentare "Jo Cox". Boldrini: "Il razzismo ha vinto la battaglia della par condicio"



Se fosse un gioco, sarebbe: "Chi butteresti giù dalla torre?". La risposta degli italiani, in percentuali massicce, è stata al tempo stesso razzista, discriminatoria e politicamente scorretta. Gli 'haters' nostrani hanno innalzato una piramide/torre dell'odio che mette in cima - pronti al lancio, se fosse un gioco - immigrati, donne, gay. Italiani brava gente, dunque, ma non troppo se si ragiona di immigrazione e accoglienza, par condicio e questioni di genere, diritti degli omosessuali. A raccontare per numeri i rumori della pancia del Belpaese è il  Rapporto della Commissione parlamentare "Jo Cox" (dal nome della europarlamentare laburista britannica uccisa a Leeds nel 2016), presentato a Roma dalla presidente della Camera, Laura Boldrini. Si tratta di una relazione riguardante i fenomeni dell'intolleranza, della xenofobia, del razzismo e dei fenomeni di odio in Italia. La Commissione, presieduta dalla stessa Boldrini, è costituita da un rappresentante per ognuno dei gruppi parlamentari esistenti al momento della costituzione, oltre che dai membri di organi nazionali e sovranazionali e di varie associazioni.
Dal quadro che si è delineato, diviso in cinque parti, emergono alcuni aspetti preoccupanti nel nostro Paese. In particolare per le donna. Nella "piramide dell'odio" "a noi donne - ha spiegato la Boldrini - è riservato un posto di rilievo. Le cifre sulle discriminazioni nell'ambiente di lavoro o nella ricerca di lavoro dovrebbero parlare chiaro: soltanto il 43,7% degli italiani riconosce che le donne ne siano oggetto. In particolare, le donne sono di gran lunga le maggiori destinatarie del discorso d'odio on line: l'indagine dell'Osservatorio VOX sulle comunicazioni via Twitter in Italia ha rilevato che le donne sono oggetto del 63% di tutti i tweet negativi rilevati nel periodo agosto 2015-febbraio 2016". In pratica, l'Italia è il paese del negazionismo, se si parla di discriminazioni di genere: in pochi sono propensi a considerlo un problema reale. Sul fronte social, oltre 6 tweet su 10 di insulti sono rivolti alle donne.
Passando alla discriminazione sull'orientamento sessuale, l'atteggiamento rasenta il folklore cattivo:  il 43,1% della popolazione ritiene infatti che i gay siano uomini effeminati e il 38% che le lesbiche siano donne mascoline. Inoltre, sebbene la maggioranza della popolazione (74,8%) non consideri l’omosessualità una malattia, un cittadino su quattro continua a fare questa associazione. Un residente su cinque inoltre ritiene poco o per niente accettabile avere un collega o un superiore o un amico omosessuale.
Nei confronti degli immigrati, secondo l'indagine, gli italiani sono diffidenti (60,1%), apertamente ostili (6,9%) o indifferenti (15,8%); per la maggior parte degli intervistati, l'integrazione di un immigrato nella nostra società è difficile (80,8%), il 2,4% lo ritiene invece impossibile.
Secondo il presidente della Camera, "Siamo andati oltre la par condicio tra razzismo e antirazzismo: ha vinto il razzista. Chi semina odio oggi è più presente nel dibattito pubblico di chi lo subisce". "La diffusione dell'odio - ha aggiunto la Boldrini - sta mettendo a repentaglio l'assetto democratico. Tante persone non si sentono libere di parlare, di dire la propria, perché hanno paura dell'assalto dell'odio. Il disprezzo verbale che ascoltiamo spesso nelle nostre aule, in tv, nei talk show, ha ripercussioni nella società: perché se i politici lo utilizzano, anche i cittadini si sentono autorizzati a fare altrettanto"...

(Globalist)

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