Seconda guerra mondiale, quando erano Siria ed Egitto ad accogliere gli europei...




Negli Anni Quaranta le parti erano invertite rispetto a oggi: al culmine del conflitto mondiale, dalla penisola balcanica fuggirono migliaia di persone dirette nei campi profughi in Medio Oriente






Ondate di rifugiati che percorrono le rotte marittime e terrestri tra la Siria e l'Europa: una situazione tristemente ricorrente, che da anni riempie la quotidianità di centinaia di migliaia di persone in fuga da casa per un futuro migliore. Settant'anni fa le parti erano però invertite: a partire erano gli europei, provenienti soprattutto dai Balcani e dall'Est, diretti nelle terre che oggi sono teatro di una guerra civile senza fine. Negli Anni Quaranta, al culmine della Seconda guerra mondiale, i campi del Merra (Middle East Relief and Refugee Administration) hanno ospitato migliaia di persone in Siria, Egitto e Palestina.

















Una serie di fotografie scattate nel centro di accoglienza di El Shatt, in Egitto, mostrano masse di giovani e adulti impegnati in attività artistiche, lavori o durante le visite mediche. In alcuni campi, i profughi europei erano infatti tenuti a lavorare. Ad Aleppo e Nuseirat, per esempio, i rifugiati venivano incoraggiati, ma non obbligati, a prestare servizio in qualità di cuochi, addetti alle pulizie, falegnami e calzolai.

Nel 1944, i funzionari che hanno lavorato per il Merra hanno pubblicato relazioni sulle condizioni nei campi mediorientali, per molti versi vicine a quelle in cui versano i profughi odierni. I cittadini europei ospitati provenivano in gran parte da Bulgaria, Croazia, Grecia e Jugoslavia. Al loro arrivo in Egitto, Palestina e Siria, i rifugiati venivano registrati e provvisti di carte d'identità che riportavano anche informazioni sull'istruzione e sulle attitudini.

Il passo successivo era quello delle visite mediche, che potevano anche ripetersi per molti giorni di seguito come nel caso dei greci provenienti dalle isole del Dodecanneso. Una volta dichiarati "abili e sani", gli europei venivano smistati in diverse aree del campo. Le restrizioni erano ovviamente numerose, anche se talvolta veniva permesso ai rifugiati (che avevano qualche soldo in tasca) di recarsi nei centri urbani più vicini per acquistare prodotti nei negozi o andare al cinema...

(TGCOM)

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