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America First e il mondo si fotta...




L’insensata prepotenza di Trump contro il Pianeta cosa rappresenterà realmente per il clima nel mondo? Negli Usa, cresce il dissenso interno: 17 Stati hanno già annunciato che non seguiranno la linea del disimpegno della Casa Bianca. Le ossessioni del falso biondo dopo la presidenza nera.



Politica estera Usa della presidenza Trump dopo la vetrina G7: inaffidabilità del personaggio e sugli sugli accordi e isolamento degli Stati Uniti. L’Europa costretta a crescere, ad emanciparsi dal padrinaggio atlantico, gli Stati Uniti al momento costretti a fare i conti con le loro avventate scelte elettorali.
Anche se il mondo stesso ha imparato a non fidarsi della sparate del prepotente finito alla Casa Bianca. Il No agli accordi di Parigi sul clima come il Muro col Messico?
Obama si era impegnato a ridurre i gas serra del 26-28% entro il 2025. Qualcuno ci ricorda che gli Usa oggi sono responsabili di un quinto delle emissioni globali. Quindi, meno 5% nel tentativo di salvare il pianeta?
Per fortuna non è detto, perché Trump è Trump, ma per fortuna in America vivono anche gli americani, più della metà dei quali condivide le preoccupazioni degli scienziati sull’equilibrio climatico del mondo e dissente sempre più radicalmente dalla improvvisazioni trumpiane.
I tecnici ricordano che gli accordi di Parigi non danno la possibilità di rinunciare agli impegni sottoscritti volontariamente da ogni Paese prima del 2020, a meno che Trump non porti gli Stati Uniti fuori dalla Convenzione Onu contro il cambiamento climatico.
Poi resta da vedere cosa faranno gli Stati e le imprese americane. Accade infatti che 17 Stati, hanno già annunciato che non seguiranno il disimpegno della Casa Bianca.
Lettura politica dell’ostinazione del presidente su un tema di tanta e tale delicatezza: l’ossessione dell’America bianca verso l’ex presidente nero, e per Trump, cancellare l’operato del predecessore. Anche se, sul clima, l’Us Geological Survey sostiene che, andando avanti così, entro pochi decenni scompariranno tutti i ghiacciai degli Stati Uniti esclusi quelli dell’Alaska.
Non solo minaccia in casa, ma isolamento internazionale.
La Cina che nel 2016 ha messo in casa metà del fotovoltaico installato in tutto il mondo e ha imposto quote minime di veicoli elettrici a partire dal 2018. E la stessa India, parliamo dei peggiori inquinatori di ieri, che ha annunciato un piano da 3 miliardi di dollari per il solare.
Con l’abbandono degli accordi di Parigi sul clima, osserva Vittorio Zucconi da New York, gli Stati Uniti di Trump si affiancherebbero a sole due altre nazioni: il Nicaragua e la Siria. Ragioni politiche sostenibili poche, psicologiche nella zucca di Trump, molte. ‘Cancellare Obama’.
«Demolire, come dice il suo sinistro consigliere Steve Bannon, l’edificio istituzionale costruiti in otto anni da un Presidente eletto e rieletto a grande maggioranza – a differenza di Trump – e sulle Rifare l’America Grande anche a scapito del mondo, proclama Trump.
Tradotto in casa Usa, rifare l’America Bianca e cancellare l’onta di quel Presidente che per anni proprio Trump accusò di essere un falsario immigrato e non americano...

(RemoContro)

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