SOS Beslan, corsa contro tempo per salvare la sopravvissuta Alina...






Mosca, 12 mag. (askanews) – Un nuovo SOS da Beslan. L’incubo della piccola cittadina nel Caucaso, dove un’intera scuola venne presa in ostaggio dai terroristi, per giorni, per poi trasformarsi in un teatro dell’orrore, continua a pesare anche sui sopravvissuti. La storia di Alina, che compì i 9 anni nella palestra della Scuola n. 1 di Beslan proprio durante quei giorni orribili, viene raccontata ad Askanews da Ennio Bordato, esperto in Relazioni Industriali, ma soprattutto fondatore dell’Associazione “Aiutateci a Salvare i Bambini Onlus” di cui è anche presidente, in aiuto alla Clinica pediatrica RDKB di Mosca e all’infanzia russa in difficoltà.
Bordato spiega che “durante l’assalto per la liberazione degli ostaggi, Alina fu ferita gravemente e porta tuttora i segni di molteplici schegge. Fu ricoverata subito dopo la liberazione nella clinica pediatrica RDKB di Mosca, dove la nostra Associazione opera dal 2001”.
La lotta di Alina per la sopravvivenza inizò da lì. Dopo la prima esplosione, già ferita dalle schegge, su di lei cadde una donna uccisa, e un terrorista, arrivato su di loro per finirle, decise di non sparare credendole morte entrambe. “Assieme ad altri 32 bambini ex ostaggi e ricoverati nello stesso nosocomio, Alina partecipò al primo progetto di Aiutateci a Salvare i Bambini con la permanenza a Trento dal 24 novembre 2004 al 18 gennaio 2005. Successivamente partecipò al progetto di sostegno psicologico a Beslan (2005-2010) sotto la direzione scientifica di un’equipe di psicologhe dell’emergenza dell’Università di Padova”.
Alina aiutata alcune volte a curarsi a Mosca e a Berlino per i postumi delle ferite alle gambe, venne operata 5 volte, alle gambe e per la neoplasia. Dal 2016 soffre di neoplasia alla tiroide (probabilmente a causa delle schegge) e oggi in recidiva necessita urgentemente di ricovero e cure a Mosca.
Ed così che è partita nuovamente la corsa contro il tempo sul sito della Onlus, www.aasib.org sotto gli hashtag #SOS #BESLAN – SALVIAMO ALINA.
Secondo i dati ufficiali le persone prese in ostaggio al momento dell’assalto del gruppo terroristico alla scuola erano 1.116. Di queste, 17 adulti di sesso maschile vennero uccisi dai terroristi nella scuola il primo giorno della cattura come vendetta per l’abbandono delle trattative da parte del Governo, mentre altre 3 verranno uccise lo stesso giorno nelle adiacenze dell’edificio scolastico. Degli ostaggi rimanenti 284 rimarranno uccisi a causa dell’esplosione delle bombe piazzate dai terroristi nei locali della scuola e del successivo intervento volto alla loro liberazione. 13 persone moriranno nei giorni immediatamente seguenti la liberazione della scuola a causa delle ferite riportate.
Il 3 settembre 2 soccorritori vengono uccisi durante il tentativo di recuperare i corpi delle vittime del 1 settembre. Lo stesso giorno sono 10 le persone appartenenti ai Corpi delle Forze speciali russe (Alfa e Vympel) che perdono la vita nell’assalto per la liberazione degli ostaggi, 3 civili vengono uccisi in quei frangenti ed 1 muore nei giorni seguenti a causa delle ferite riportate.
Numero complessivo delle vittime: 333 delle quali 186 bambini di cui in età prescolare 9. Scolari della prima classe 18; della seconda classe 15; della terza classe 21; della quarta classe 21; della quinta classe 16; della sesta classe 28; della settima classe 13; dell’ottava classe 13; della nona classe 22; della decima classe 9 ed 1 dell’undicesima classe.
In 66 famiglie sono morte da 2 a 6 persone. 17 i bambini rimasti completamente orfani. 810 persone hanno riportato ferite più o meno gravi (ostaggi, appartenenti alle Forze Speciali, FSB, MCS (Ministero delle Emergenze), MVD (Ministero degli Interni) ed Esercito, 479 delle quali bambini (44 in età prescolare) Feriti gravi 163 di cui 97 bambini (6 in età prescolare), 72 bambini sono rimasti invalidi permanentemente assieme a 69 adulti.

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