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Giornata contro l’omofobia: nel mondo di discriminazione sessuale si muore ancora...




In Italia dallo scorso maggio a oggi 196 storie di omofobia e transfobia censite. Dall'Ue il monito: gli Stati proteggano i diritti Lgbt



Il 17 maggio 1990 venne rimossa l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali nella classificazione internazionale delle malattie pubblicata dall'Organizzazione mondiale della sanità. Una data storica, che ha portato a istituire oggi, 17 maggio, la Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia. 
Promossa dall’Unione europea, la giornata diventa occasione, nell’anno delle Unioni civili, per fare il punto sulla situazione dei diritti omosessuali e della democrazia in Italia e nel mondo.

La campagna. Per l'occasione quest'anno le associazioni di persone Lgbt hanno elaborato una campagna guidata dall'Istituto tecnico Cine-TV Rossellini di Roma e sostenuta dal Miur. "Le parole che emarginano e discriminano fanno male. Ne fanno esattamente quanto un atto di violenza fisica", ha dichiarato la ministra dell'Istruzione Valeria Fedeli lanciando la campagna #IoStoConTe e il relativo spot che sarà diffuso in molte scuole con l'obiettivo di contrastare le discriminazioni e il cyberbullismo nei confronti delle persone gay e lesbiche.
Nei dodici mesi trascorsi dal 17 maggio 2016 ad oggi sono 196 le storie di omofobia e di transfobia censite da Arcigay attraverso il monitoraggio dei mezzi di informazione. Un numero quasi doppio rispetto a quello dello scorso anno.

Per Gabriele Piazzoni, segretario di Arcigay, in Italia si omofobia e transfobia si muore ancora: “Lo testimoniano i due omicidi e i due suicidi che compaiono nel rapporto, assieme a tutti gli altri sommersi, invisibili. Non solo: le persone lgbt sono socialmente fragili, esposte a pericoli peculiari della loro condizione. Le persone omosessuali e transessuali sono bersagli privilegiati di rapine, pestaggi, stupri. Inoltre, gay e lesbiche quando non visibili diventano bersagli di ricatti ed estorsioni. E, come le persone trans, sono di frequente fatte oggetto di derisione, di insulti, di limitazioni alle libertà personali, di discriminazioni, di bullismo a scuola, di mobbing sul lavoro”.

Le persecuzioni  dei gay in Cecenia. La questione è internazionale e le ricenti notizie giunte dalla Cecenia, con campi di concentramento e torture inflitte agli omosessuali, lo hanno dimostrato. 

L'Ue. Con appelli e manifestazioni che si moltiplicano a livello nazionale ed internazionale, ieri il Consiglio d'Europa ha preso posizione sottolineando che Gli Stati hanno l'obbligo di proteggere le persone Lgbt dagli atti di violenza e dalla discriminazione di cui sono vittime e che si stanno moltiplicando.Ad affermarlo Thorbjorn Jagland, segretario generale del Consiglio d'Europa. "La discriminazione e la violenza nei confronti delle persone Lgbti rappresenta un esempio di populismo della peggior specie, e costituisce quindi un pericolo per la democrazia, contro il quale i governi devono reagire, facendo il massimo per porvi fine" sostiene Jagland.

Il segretario generale si è detto preoccupato per l'emergere di tendenze omofobe e transfobiche in Europa, e evidenzia di essere "particolarmente inquieto per le presunte persecuzioni di massa di persone Lgbt nella Repubblica cecena della Federazione russa". Jagland ha ricordato a tutti gli Stati che ne fanno parte che il Consiglio d'Europa non può ne intende tollerare la violenza e la discriminazione nei loro confronti.

In Italia, nonostante gli inviti giunti da più parti, è ferma in Senato da tempo la legge per contrastare questo fenomeno.
Il testo che dovrebbe introdurre il reato di discriminazione e istigazione all'odio e alla violenza omofobica è arenato al Senato dal 2013.
Sono passati più di tre anni dal 19 settembre 2013, quando la Camera approvò in prima lettura il disegno di legge sull'omofobia che spaccò la maggioranza: Pd e Scelta civica votarono sì, il Pdl espresse parere contrario e Sel e Movimento Cinque Stelle si astennero. Il testo, a prima firma di Ivan Scalfarotto (Pd), trasmesso dopo quattro giorni al Senato è ancora bloccato alla Commissione Giustizia: non è nel calendario dell'Aula e non procede, anche se gli emendamenti sono stati presentati da diverso tempo.

La campagna contro il cyber bullismo e #Iostoconte. “Hai qualche serio problema mentale”, “Sta arrivando il frocio”: sono alcuni degli insulti che un ragazzo riceve dai social: inizia così il video della campagna contro il cyberbullismo a stampo omofobico promosso da Arcigay, Arcilesbica, Agedo e Gay Center con il supporto della Gay Help Line (numero verde 800 713 713). Ma il messaggio più forte, quando tutto sembra presagire il peggio, arriva con un l’hashtag #IoStoConTe. In occasione della Giornata contro l’omofobia del 17 maggio per la prima volta MIUR, Dipartimento delle Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri e associazioni lgbt fanno rete per lanciare un messaggio unico per il superamento delle discriminazioni. Il video è stato ideato e realizzato dall'Istituto cine-tv Roberto Rossellini. 
Valeria Fedeli, ministro dell’istruzione ha ricordato: "Gli studenti devono essere educati quali cittadini responsabili e rispettosi dei diritti di ciascuna persona, fuori e dentro la Rete. Devono imparare a conoscere e governare il linguaggio d'uso comune, la nostra lingua madre come quello digitale, per farne codici di inclusione e condivisione e non come armi con le quali danneggiare gli altri. È questo il compito che il nostro sistema d'istruzione si prefigge: creare, attraverso le nuove generazioni, una società di pari opportunità, di uguali diritti, di rispetto e di libertà, in cui ciascuna e ciascuno sentano di potersi esprimere senza condizionamenti. Una società che sia comunità che accoglie la diversità e ne fa occasione di crescita".

Il presidente Mattarella. L’omofobia e la transfobia violano la dignità umana, ledono il principio di eguaglianza e comprimono la libertà e gli affetti delle persone. A nessuno può sfuggire che qualunque forma di persecuzione in base all’orientamento sessuale costituisca, sempre e ovunque abbia luogo, una violazione inaccettabile dei diritti umani universali”. Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata mondiale contro l’omofobia. “Gli atti di intolleranza si esprimono in violenze verbali o derisioni, altre volte danno luogo a minacce, fino a giungere, talora, ad aggressioni fisiche. Si tratta di manifestazioni che feriscono l’intera nostra società, che risulta indebolita nei suoi valori fondamentali di convivenza”...

(Globalist)

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