Papa Francesco, De Sica, il neorealismo e la parabola della cotoletta...




Il viaggio e la catechesi nelle periferie dove Francesco vuole esserci, dove arriva prima della politica.




Onofrio Dispenza

Il Papa e l'insegnamento smarrito di una catechesi in bianco e nero. Papa Francesco allo stadio Meazza di Milano: più gente, più giovani di un derby. Una giornata straordinaria, iniziata alle case bianche, una di quelle periferie dove Francesco vuole esserci, dove arriva prima della politica. Francesco parla a ottantamila giovani e cita Vittorio De Sica, il suo bellissimo "I bambini ci guardano". Del cinema italiano di quegli anni, quando le ferite della guerra e del fascismo sanguinavano ancora, Francesco dice: "Fu catechesi di civiltà". 
Non so se Francesco nel dirlo sia stato influenzato dalla notizia di Ventimiglia, la notizia di quel verbale di polizia dove si legge: “Indagato per aver somministrato senza autorizzazione cibo ai migranti”. Un uomo indagato - pare su denuncia di tre cittadini francesi -  per aver distribuito cibo ad altri uomini disperati. Una bestemmia del nostro tempo. Probabile che Francesco, probabile che questo Papa, abbia letto. Il verbale è datato 20 marzo, primo provvedimento di cui si ha notizia, in seguito all’ordinanza dell'11 agosto 2016, con la quale il sindaco della città di confine con la Francia, Enrico Ioculano (Pd), vieta la distribuzione di alimenti ai migranti.
Una di quelle notizie che forse fanno più vecchio questo Papa, ma che certamente lo fanno più "arrabbiato", più deciso a nuotare contro corrente. Ed anche in risposta alla notizia di Ventimiglia e alle tante altre notizie dello stesso segno, dopo aver citato il nostro neorealismo, Francesco ha racconta un interno di famiglia da lui vissuto, una famiglia da lui conosciuta in quel lontano Sud del mondo che accolse tanti italiani in fuga dalla fame. Ricostruisco il suo racconto: "Una mamma era a tavola coi suoi tre figli. Mangiavano cotolette alla milanese. Bussarono alla porta, era un mendicante chiedeva da mangiare, aveva fame. La madre disse fai bambini: facciamogli due panini, ciascuno di noi metterà nei panini metà della sua cotoletta, I bambini fecero notare che in cucina c'erano altre cotolette, che si potevano dare quelle al mendicante. La mamma disse che si doveva dare a lui metà della propria cotoletta, quelle in cucina erano per la cena. Lo disse per inculcare in loro il senso della solidarietà, che è dare in prima persona".
Il racconto di Francesco continua: "Qualche giorno dopo, la mamma usci a fare la spesa. Lascio i piccoli a casa. Quando tornò, entrando, a tavola vide i figli e con loro un barbone che aveva bussato alla loro porta. I bambini avevano imparato cosa vuol dire solidarietà"...

(Globalist)

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